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Aspettative diverse sulla data di inizio del nuovo trattamento a freddo per le arance dell'Africa meridionale

Gli esportatori sudafricani di arance inizieranno a caricare le arance dirette in Europa in conformità al nuovo protocollo di trattamento a freddo, entro il 14 luglio 2022. A indicarlo fonti dell'industria sudafricana.

La direzione generale dell'Interpretazione della Commissione europea ha stabilito che la nuova prassi entrasse in vigore entro tre giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il 21 giugno 2022. Questo ha richiesto al Sudafrica di iniziare a rilasciare da subito i certificati fitosanitari, secondo la nuova legislazione.

Il Sudafrica ha richiesto e ottenuto ulteriore tempo per iniziare ad applicare la nuova normativa relativa al preraffreddamento e a temperature di spedizione comprese tra -1°C e 0°C per un minimo di 16 giorni, o tra -1°C e 2°C per un minimo di 20 giorni (è richiesto un leggero aumento del preraffreddamento a 5°C, seguito da 25 giorni di trattamento a freddo fino alla fine dell'anno).

Il regolamento 2022/959 riguarda anche i Paesi dell'Africa australe, alcuni dei quali dovrebbero applicare le regole del Sudafrica, ma utilizzando il proprio sistema di codici d’esportazione.

Forte preoccupazione per il nuovo protocollo
Durante questa settimana, l'industria agrumicola sudafricana capirà concretamente cosa significherà per loro il nuovo protocollo sull'esportazione.

L'Europa rappresenta dal 40  al 50% circa delle esportazioni di arance del Sudafrica, un commercio del valore di un miliardo di euro all'anno. In questa stagione, il raccolto totale di arance è stimato a ben oltre 80 milioni di cartoni da 15 kg.

Gran parte delle arance destinate all'Europa sono sempre state caricate a temperatura ambiente, un fatto che ha facilitato a lungo il flusso costante del commercio di arance dal Sudafrica all'Europa, secondo gli esportatori.

"Nessuna emergenza Falsa Cydia"
L'amministratore delegato della Citrus Growers Association, Justin Chadwick, nella sua newsletter settimanale, descrivendo la fretta con cui è stato adottato il regolamento, osserva: "Nel 2021, l'86,6% delle arance sudafricane esportate nell'Ue sono state caricate con codici specificati nel sistema di gestione del rischio, che non richiedono preraffreddamento".

Le intercettazioni di Falsa Cydia sugli agrumi sudafricani in generale, e nelle arance in particolare, sono diminuite ogni anno da quando, tre anni fa, è stato dichiarato un parassita da quarantena.

Una categoria come le arance biologiche non ha mai registrato un’intercettazione di Falsa Cydia ma sono ugualmente e sproporzionatamente penalizzate.

"Soprattutto in considerazione dei (aumentati) volumi [di arance] commercializzati, il 99,98% di tutte le spedizioni non ha rilevato alcuna intercettazione", continua Justin, sostenendo che non c'è "emergenza" di Falsa Cydia e che la decisione è stata presa sulla base di motivazioni politiche e restrizioni commerciali.

Gli effetti sulla catena del freddo, sulla filiera e sui relativi costi saranno pesanti, forse meno per il Capo Occidentale che ha più capacità di raffreddamento con le celle refrigerate dell'uva da tavola della provincia e più opzioni di commercializzazione con il suo accesso al mercato USA (attualmente l'unico mercato degli agrumi, dicono in molti).

Nel frattempo, il mercato europeo degli agrumi è stato molto debole. È pieno di agrumi, tra cui le Valencia egiziane vendute a prezzi molto più bassi di quelli che il Sudafrica può accettare.

Alcuni programmi agrumicoli consolidati con i retailer europei sono stati tagliati in questa stagione, poiché i prezzi offerti semplicemente non sono redditizi.


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