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Le richieste di Italia Ortofrutta Unione Nazionale al governo

Definire una reale politica ortofrutticola nazionale da affiancare alla politica di sostegno europea

"Ci rendiamo conto che il momento è particolarmente complesso, e che le variabili su cui intervenire per rilanciare il settore ortofrutticolo sono quelle di cui soffre l'intera economia nazionale: carenza di produttività, assenza di flessibilità ed elevati costi di produzione. Con l'aggravante che noi trattiamo un prodotto altamente deperibile, difficilmente distinguibile agli occhi del consumatore e facilmente sostituibile dalla distribuzione. Tuttavia, riteniamo che è proprio nei momenti di difficoltà che è necessario trovare la lucidità per 'giocare in attacco', definendo una reale politica ortofrutticola nazionale da affiancare alla politica di sostegno europea". 

E' quanto sostenuto da Italia Ortofrutta Unione Nazionale, in occasione del convegno "Il settore ortofrutticolo organizzato all'inizio della nuova politica di sostegno e nell'ambito del mutato contesto economico e commerciale", tenutosi lo scorso 22 giugno, durante la 53ma Assemblea dei soci.

L'occasione è stata un momento di approfondimento e riflessione su alcune problematiche attuali che riguardano le incognite della nuova politica di sostegno nel settore ortofrutticolo e nell'ambito del mutato contesto sia economico che commerciale, elementi centrali da cui dipende l'equilibrio economico delle aziende agricole e delle Organizzazioni di produttori, e la loro capacità di competere e di stare sui mercati.

L'iniziativa ha visto la partecipazione dei rappresentanti di tutte le Op e loro associati, oltre che dei principali player del settore sia del mondo privato che della pubblica amministrazione. Hanno partecipato illustri personalità del mondo politico che si occupano del settore agricolo e della specifica materia oggetto dell'approfondimento. In particolare, il direttore generale delle politiche internazionali e dell'Unione europea del Mipaaf Luigi Polizzi, i presidenti della Commissione Agricoltura di Camera e Senato Filippo Gallinella e Gianpaolo Vallardi, nonché gli assessori regionali all'Agricoltura, e numerosi rappresentanti del mondo delle imprese.

Gennaro Velardo, presidente di Italia Ortofrutta, ha introdotto l'evento, sottolineando da subito: "In questo periodo storico chiediamo un maggiore impegno della politica a individuare gli strumenti che possono portare a una riduzione dei costi dei fattori produttivi, in primis quelli energetici e soluzioni nel campo della manodopera, sia in termini di reperimento delle risorse umane che di costo. Il settore necessita, inoltre, di un graduale riallineamento degli impegni previsti dalla politica di sostegno alle mutate esigenze del contesto macroeconomico che si sta delineando, per mettere i produttori nella condizione di poter continuare a operare per garantire il cibo sulle nostre tavole".

L'attenzione del mondo della politica nei confronti del settore ortofrutticolo è alta, secondo Francesco Battistoni (nella foto sotto), sottosegretario di stato al Mipaaf. "Sono convinto che nella complementarietà dei provvedimenti varati a sostegno del settore riusciremo a migliorare la competitività dell'agricoltura italiana e a centrare l'obiettivo del raggiungimento dell'autosufficienza agroalimentare dell'Ue".

Nella sua presentazione Vincenzo Falconi, direttore di Italia Ortofrutta, ha delineato il contesto economico, in cui il settore si trova a operare. "Stiamo vivendo momenti difficili e di cambiamenti repentini, che generano incertezza e destabilizzano i consueti equilibri e dinamiche commerciali. Gli anni 2020 e 2021 sono stati segnati dalla pandemia, con le difficoltà che tutti ricordiamo bene. Durante la pandemia, il settore ortofrutticolo ha dato prova di grande senso di responsabilità, continuando a lavorare e a garantire gli approvvigionamenti, in momenti in cui tutto il sistema economico si è fermato, dimostrandosi diligente e in grado di reagire e adattarsi alle mutate situazioni di contesto".

Dopo il rallentamento delle esportazioni italiane di prodotti agroalimentari osservato nel 2020, nel 2021 le spedizioni all'estero hanno registrato un balzo superiore all'11%, oltrepassando la soglia dei 52 miliardi di euro che, al netto delle importazioni per 48,5 miliardi di euro (+11,8% sul 2020), fanno registrare un attivo della bilancia commerciale agroalimentare di circa 3,5 miliardi di euro.


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"Le esportazioni di ortofrutta rappresentano il 18% del totale delle esportazioni agroalimentari - ha evidenziato Falconi - Nel 2021, l'export di ortofrutta ha raggiunto circa i 9,6 miliardi, di cui 4,9 miliardi per la frutta fresca e 4,6 miliardi per gli ortaggi, a fronte di importazioni per 6,9 miliardi (4,2 per la frutta e 2,7 per gli ortaggi)".

"Complessivamente, la bilancia commerciale dell'ortofrutta chiude il 2021 con un saldo positivo di 2,6 miliardi, di cui 0,7 per la frutta e 1,9 per gli ortaggi. L'ortofrutta è il primo comparto in termini di quantità esportate. Il principale mercato di destinazione dei prodotti agroalimentari italiani è l'Unione europea che, con 29,3 miliardi di euro nel 2021, assorbe circa il 56% delle esportazioni nazionali. Germania e Francia si confermano i partner di maggior rilievo, ma nel 2021 i tassi di crescita più consistenti si sono osservati per Polonia, Grecia e Spagna".

Da una prima analisi degli acquisti di ortofrutta nel primo trimestre 2022, rispetto al primo trimestre 2021, emerge una significativa contrazione delle quantità acquistate (frutta -2% ed ortaggi -8,9%) e  un aumento del prezzo medio di acquisto (4,7% per la frutta e 12,3% per gli ortaggi), con il conseguente aumento complessivo della spesa (prezzo per quantità) del +2,6% per la frutta e del +2,3% per gli ortaggi. "Anche se il dato è parziale e relativo a un solo trimestre, l'andamento è significativo - ha evidenziato Falconi - Si conferma infatti la tendenza che si spende di più per fare la spesa, pur acquistando meno quantità".

L'aumento dei costi di produzione - dovuto principalmente all'aumento dei costi energetici, dei fertilizzanti, degli imballaggi, della plastica in generale, ma anche dei trasporti - ha fatto registrare una crescita media di oltre il 15% con picchi per alcuni settori e prodotti anche del 30-40%. "Tale incremento non è stato compensato, se non in minima parte, dall'aumento dei prezzi di vendita al consumatore e dei prezzi di acquisto alla produzione - ha continuato Falconi - Si acuisce quindi la pressione sui margini, già esigui, del settore produttivo, impedendo di compensare l'aumento dei costi correnti. Anche il nuovo Decreto Legislativo n. 198/2021 relativo alle pratiche commerciali sleali, che mira a riequilibrare le relazioni tra i diversi anelli della filiera - prevedendo tra l'altro il divieto di acquistare a prezzi più bassi dei costi di produzione - non si sta rilevando risolutivo, facendo aumentare il pessimismo degli imprenditori e diminuire il livello di fiducia sul futuro del settore".


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"Per rilanciare la competitività del settore, è prioritario concentrarsi su alcuni aspetti: la definizione di un chiaro quadro dei costi di produzione, da aggiornare periodicamente; in considerazione del mutato quadro economico internazionale, è necessaria una revisione delle scelte di indirizzo adottate con le strategie Farm to Fork e Green Deal. In particolare relativamente all'uso dei principi attivi per la difesa delle coltivazioni. Se viene a mancare la sostenibilità economica del settore, non si può perseguire né la sostenibilità ambientale né quella sociale".

"Il settore - ha continuato Falconi - necessita, inoltre, di una maggiore centralità della amministrazione che consenta di attuare un grande piano di riconversione varietale, con cultivar più performanti e adattabili ai cambiamenti climatici, e di incrementare la dimensione media aziendale attraverso un piano di riconversione fondiaria. E' poi necessario rimodulare le politiche del lavoro e potenziare la rete delle ambasciate italiane all'estero".

Clicca qui per rivedere il video del convegno di Italia Ortofrutta


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