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La cooperativa calabrese Agrifaam, socia della Op APOC

"Quest'anno il vero competitor per le drupacee italiane è la Francia"

La società cooperativa Agrifaam dei F.lli Malagrinò (Gruppo Fruttone Bio) produce frutta secondo il regime biologico. Nel 2021, la realtà di Corigliano-Rossano, in Calabria, è diventata socia dell'Organizzazione di produttori APOC, che ha aperto nella struttura della Agrifaam un proprio ufficio commerciale zonale.

"Attualmente stiamo lavorando pesche e albicocche. I volumi si prospettano positivi", dichiara Maria Malagrinò che, insieme ai fratelli Antonio e Alfonso, è alla guida di Agrifaam. "La campagna delle drupacee è entrata nel vivo da poco, ma inizia già a risentire delle prime difficoltà: il caldo anomalo degli ultimi giorni ha fatto maturare in fretta i frutti, causando non pochi problemi alla qualità, e ha già rallentato le vendite per via degli abbondanti volumi già disponibili sul mercato".

"Quest'anno la Spagna ha quasi il 50% di prodotto in meno. Il vero competitor è la Francia, che ha una produzione superiore di circa il 30% rispetto allo scorso anno. Ciò si traduce in uno stop alle importazioni italiane e alla possibilità di collocare il suo prodotto nelle altre aree d'Europa".

Il rallentamento delle vendite è anche dovuto al prezzo davvero esagerato con cui la Grande distribuzione organizzata propone pesche e albicocche, secondo Maria Malagrinò. "Il consumatore ormai è stremato dai rincari su carburanti, energia, grano e olio, e inizia a razionare gli acquisti. Molti italiani rinunciano già alle spese mediche e alla frutta, quando è considerata troppo cara. Ciò va a discapito, come al solito, del produttore".     

Si è conclusa una buona campagna agrumicola
"Quest'anno, la stagione degli agrumi ha fatto registrare buoni numeri e un'adeguata qualità che, fortunatamente, ci ha accompagnato per tutto il periodo di raccolta - sottolinea Alfonso Malagrinò - Prevedevamo volumi minori rispetto agli anni precedenti, ma alla fine siamo stati soddisfatti dei quantitativi. Rispetto alla campagna precedente, bisogna ammettere che anche lievi miglioramenti sarebbero stati accolti con entusiasmo. Nel 2020, infatti, la stagione agrumicola è stata difficile e qualitativamente scarsa, la manodopera ci ha tenuto un po' con il fiato sospeso".

Rincari su produzione, imballaggio e trasporto e guerra in Ucraina
"La situazione è critica, le aziende a rischio sono molte. I rincari dovuti all'aumento delle materie prime hanno portato a un'impennata dei prezzi a scaffale e al produttore. Molte aziende come le nostre stanno operando senza guadagnare un euro, anzi in molti casi sono anche in perdita. Come sempre, la differenza tra quanto incassano i produttori e il costo dei prodotti in negozio è squilibrata; ora la forbice si è nettamente allargata", sostiene Antonio Malagrinò.

"I costi di produzione, in alcuni casi, sono anche triplicati. Esiste ancora troppa speculazione tra un passaggio e l'altro. In ogni caso, a farne le spese sono produttori e confezionatori come noi. Già dalla raccolta i costi sono aumentati: si pensi al gasolio o alle materie prime per la lavorazione (cartone, plastica, gas). In termini di produzione, per il nostro settore di attività si potranno fare bilanci dalla prossima campagna agrumicola, in base alle possibilità reali che un frutticoltore  ha avuto nel riuscire a sostenere tutte le spese atte a produrre un chilogrammo di clementine o arance. Parliamo, ad esempio, di fertilizzanti e gasolio agricolo, che hanno subito aumenti superiori al 100%".

La carenza di manodopera rimane un problema per il settore
"Purtroppo, la crisi della manodopera ormai ci accompagna da qualche anno. E più andiamo avanti e più ci accorgiamo che diventa quasi impossibile fronteggiare questa emergenza. Ormai il nostro settore non è più attrattivo per gli italiani e inizia a esserlo poco pure per gli stranieri, i quali si alternano durante le varie stagioni di raccolta".

"Con la pandemia, il problema si è solo accentuato e diciamo che, con l'entrata in vigore del reddito di cittadinanza, la situazione non è migliorata. Anziché strumento utile al contrasto alla povertà, sembra più uno strumento utile a giustificare la poca voglia di lavorare. Se poi aggiungiamo che l'agricoltura in generale ormai ha la nomea di 'settore dello sfruttamento', ci troviamo di fronte un cane che si morde la coda".

Cambiamenti aziendali e ingresso nella base sociale della Op APOC
Nell'ultimo anno, la società dei fratelli Malagrinò ha subito alcuni cambiamenti. "Fruttone, da nome societario, è diventato un marchio a tutti gli effetti. Dopo tanti anni di presenza sul mercato, ci siamo accorti che i nostri prodotti vengono riconosciuti dai nostri clienti grazie al nostro marchio. Abbiamo, inoltre, investito in macchinari più veloci, al fine di lavorare maggiori quantitativi di prodotto. Siamo diventati una cooperativa agricola che raccoglie circa 15 soci, per un'estensione di circa 50 ettari. Abbiamo sentito la necessità di rimarcare la familiarità della nostra azienda, che rimane sempre a conduzione familiare, ma con una visione imprenditoriale più ampia e avvalendosi di seri professionisti, che si occupano della gestione della stessa a livello legale e fiscale, non lasciando scoperto nessun ramo dell'attività".

"Questo non cambia però il sentimento, lo spirito e la mission aziendale: rimaniamo legati ai valori del territorio e alla semplicità che ci caratterizza. Ormai siamo noi a gestire la società, cercando di supportare in tutto e per tutto i nostri soci, con l'obiettivo di produrre referenze conformi per tutti loro".

"Nel 2021 abbiamo deciso di entrare a far parte di una Op, fermamente convinti che non si possa più fare a meno di utilizzare l’aggregazione per poter mettere in campo progetti seri di sviluppo. Dopo aver preso le dovute informazioni, abbiamo scelto l’APOC per serietà, per storicità e per qualità di servizi messi a disposizione dei propri soci. L'Op ha subito integrato la nostra azienda nella propria organizzazione commerciale, aprendo presso la nostra struttura un ufficio commerciale zonale".

"Abbiamo grosse attese su questa nuova esperienza e siamo convinti che l'APOC saprà mettere la nostra impresa nelle condizioni di raggiugere traguardi ambiziosi", concludono i fratelli Malagrinò.

Per maggiori informazioni:
Antonio Malagrinò - responsabile commerciale
estero.fruttone@gmail.com
Alfonso Malagrinò - responsabile qualità e logistica 
info@fruttonebio.it
Maria Malagrinò - amministrazione
agrifaamcoop@gmail.com
AGRIFAAM Soc. Coop. Agr.
C.da Sant’Irene
87064 Corigliano-Rossano
+39 0983 524433 
agrifaamcoop.it

Op APOC
Via R. Wagner K1 (P.co Arbostella)
84131 Salerno
+39 089 331758
www.apocsalerno.it


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