Resoconto dall'International Cherry Symposium/1

Ciliegie bio: la scommessa di Apofruit diventa realtà

Toccare con mano esempi significativi di impianti di ciliegio ad elevata sostenibilità ambientale ed economica e conoscere da vicino una delle aziende vivaistiche leader a livello europeo nella produzione di portinnesti e piante da frutto. Erano questi gli obiettivi delle varie tappe del tour del ciliegio organizzato nel cesenate da ICS 2022 durante la tre giorni di Macfrut interamente dedicata alla ciliegia. Come è andata? Lo abbiamo chiesto a Stefano Lugli, tra gli organizzatori del simposio internazionale del ciliegio.

Ceraseto a gestione biodinamica ad alta densità allevato a palmetta stretta cv. Sweet Aryana su Gisela 6. Azienda Simonetta, Lizzano di Cesena (FC) 

"Insieme agli ottimi riscontri avuti al Simposio internazionale e alla giornata dedicata ai Cherry global player, due eventi che hanno registrato insieme oltre 700 presenze nell'area convegnistica di Macfrut rivolta alla ciliegia, anche i due tour in campo, uno sull'areale di produzione vignolese, l'altro su quello cesenate, hanno avuto ampia adesione, con oltre 200 partecipanti, in gran parte stranieri".

Lizzano, sulle prime colline di Cesena, in un areale dove microclima e terreni sono particolarmente indicati alla frutticoltura, Enzo Trapani e la moglie Simonetta hanno dato vita a un interessante progetto sul ciliegio in coltivazione biodinamica ad alta densità di impianto. Dei 17 ha complessivi, ben 10 dal 2017 sono investiti a ciliegio, con le nuove varietà serie Sweet innestate su portinnesto Gisela 6 e con sesti di impianto di 4m x 2m (= 1.250 alberi/ha) e allevamento a palmetta stretta. Il ceraseto è interamente coperto con sistema multitasking monofila ed è dotato di un impianto di fertirrigazione a goccia. Il calendario di raccolta parte dalla prima settimana di maggio e termina nella seconda settimana di giugno. 

Alcuni momenti della visita tecnica organizzata da ICS 2022 presso l'azienda agricola Simonetta, Lizzano di Cesena. In primo piano il titolare, Enzo Trapani e, dietro, il tecnico di Apofruit Aureliano Zaccarelli

"È stato davvero impressionante, credo per tutti i partecipanti alla visita - prosegue Lugli - avere avuto un riscontro diretto di come le innovazioni varietali e le moderne tecniche di impianto possano andare a braccetto con metodi di coltivazione ad alta sostenibilità. Oltretutto l'azienda, lo scorso anno, alla quinta foglia è riuscita a produrre e conferire allo stabilimento di Apofruit di Longiano, una media di 90 q/ha di ciliegie bio, liquidate a 5 euro/kg. Con una PLV di 45mila euro/ha e un reddito netto stimato vicino ai 20mila euro/ha, tanto di cappello alla famiglia Trapani e ai tecnici di Apofruit che assistono l'azienda!". 

La seconda tappa del tour cesenate ha fatto sosta alla farm di Massimo Biondi, una azienda socia di Apofruit, condotta a regime biodinamico dal 2005, che si estende su oltre 20 ha di fruttiferi divisi in cinque corpi aziendali fra la pedocollina di Lizzano e la pianura cesenate verso San Vittore. Il ceraseto è stato impiantato nel 2021 con astoni su Gisela 6 di Sweet Aryana, Sweet Lorenz, Sweet Gabriel e Sweet Saretta allevati a doppio asse e con distanze di impianto di 4m tra i filari e 1,5m sulla fila (= 1.666 alberi/ha). L'impianto è dotato di un sistema di irrigazione localizzata a goccia e di una struttura predisposta per ospitare un modello di copertura, monofila e multitasking, con reti monostrato a funzione antipioggia, superiormente e antiinsetto, lateralmente. 

Giovane ceraseto alla seconda foglia allevato a doppio asse su Gisela 6 presso l'azienda Biondi Massino. A sinistra, ramificazione laterale negli assi indotta dalle incisioni sopragemma. In alto a destra, filari inerbiti a sovescio plurispecie. In basso, il titolare dell'azienda, Massimo Biondi, con a fianco Zaccarelli e il prof. Davide Neri

"L'azienda applica il metodo biodinamico - specifica Biondi, titolare dell'omonima azienda nonché presidente di Cànova - con una conduzione agronomica legata esclusivamente all'uso dei sovesci plurispecie seminati in mezzo ai frutteti e diversamente lavorati a file alterne. Nella gestione della concimazione non hanno mai fatto uso di fertilizzanti pellettati. La nostra azienda è divenuta nel tempo il punto di riferimento di un gruppo di agricoltori che, da più di 10 anni, collabora per studiare e sperimentare la tecnica biodinamica applicata alle aziende specializzate frutticole, ottenendo interessanti risultati. Grazie a questo gruppo di lavoro, le conoscenze acquisite sul metodo biodinamico sono approdate in Apofruit, con lo sviluppo e l'applicazione di queste tecniche verso i soci "bio" della base sociale di Apofruit".

In seguito, questo lavoro si è concretizzato nella creazione del disciplinare di produzione Verdèa, un sistema di certificazione volto alla crescita e alla diffusione dell'agricoltura biodinamica. Oltre a Verdèa, le produzioni dell'azienda Biondi Massimo sono certificate, secondo i mercati di destinazione, anche da Bioswisse, Demeter e Naturland.

"Due ottimi esempi" - conclude Lugli - di sistemi produttivi realmente sostenibili, che vanno oltre il biologico. tendenti a creare e mantenere un equilibrio tra l'azienda e l'ambiente, attraverso un'accurata gestione del terreno e della sua fertilità".


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