"Con l'aumento dei costi dei carburanti, crescono anche i prezzi dei trasporti della merce, con un rincaro di circa il 20%. Con il diesel che costa almeno 2 euro al litro e il metano a circa 2,50 euro al litro, purtroppo noi autotrasportatori siamo costretti a chiedere uno sforzo in più per poter trasportare la merce. Se non ci viene riconosciuta questa maggiorazione del 20% non possiamo effettuare trasporti, perché non è sostenibile". A dirlo è Gaetano Scarano, titolare di una ditta di autotrasporti in Campania.
"Nella giornata di ieri - dice Scarano - per fare un pieno di diesel ci sono voluti circa 2000 euro. Inoltre, dobbiamo mettere in conto anche che di autisti, negli ultimi tempi, se ne trovano sempre meno e soprattutto ci chiedono uno stipendio equo. E' intuibile che lo scenario che si profila non è semplice. In aggiunta a ciò, molte ditte di autotrasporti che avevano rimodernato la propria flotta, inserendo vettori a metano, non stanno effettuando viaggi, perché il metano costa più del diesel e i trasporti alimentati a metano consumano di più del diesel".
FreshPlaza ha raccolto anche la testimonianza di un'azienda che si occupa di trasporti sia in Italia che all'estero, il cui direttore dice: "Con il rincaro dei carburanti, siamo stati costretti a chiedere un aumento di 10 euro a bancale, per un totale di circa 270 euro in più a trasporto; anche perché il costo dei trasporti via mare con nave è di 200 euro, per non parlare dell'aumento dei costi delle spedizioni aeree. Allo stato attuale, stiamo effettuando viaggi principalmente in Spagna, e ci stiamo accorgendo che l'Italia ha i prezzi dei carburanti più alti di tutta Europa, l'ordine è di circa 30/40 centesimi in più al litro. Credo che, se la guerra non finisce, i prezzi dei carburanti non diminuiranno".