Francia: preoccupazione per la cimice asiatica nel Gard

Nel dipartimento del Gard, in Francia, i frutticoltori temono il ritorno della cimice asiatica. Questa specie, Halyomorpha Halys, causa una deformazione del frutto.

L'anno scorso, le cimici asiatiche hanno avuto una rapida diffusione. Originario dell'Asia, questo insetto invasivo distrugge i raccolti, come testimoniano tre agricoltori del Gard.

È in questo periodo che si presentano. La scorsa primavera, hanno invaso case e giardini. Questa specie è innocua per l'uomo, ma provoca notevoli danni nei frutteti. La cimice asiatica attacca gli alberi da frutto e alcune colture orticole. "Erano dappertutto! Sugli edifici, sugli alberi", spiega Francine Jullien, frutticoltrice di Pont-Saint-Esprit. "Pungevano i frutti, che poi si deformavano completamente".

Anche Emmanuel e Maurine Jullien, frutticoltori dell'EARL (azienda agricola a responsabilità limitata) Les Isles, anch'essa situata a Pont-Saint-Esprit, hanno lo stesso problema. "Ci sentiamo davvero impotenti. Cerchiamo di sbarazzarcene, ma continuano a tornare. Con il ritorno del bel tempo, verranno di nuovo fuori".

"Non sappiamo cosa fare". Pesche, pere, mele: a differenza della cimice europea, quella asiatica attacca quasi tutte le colture frutticole, così come le coltivazioni di kiwi, nocciole e alcune verdure come pomodori e melanzane. "Ci sentiamo impotenti. Anche la Camera dell'agricoltura non sa cosa dirci", spiega Francine Jullien.

L'insetto attacca i frutti maturi, quindi è impossibile regolarne la diffusione a monte, se non installando delle reti di protezione. "Purtroppo non possiamo permetterci un investimento di questo tipo. Per gli afidi, possiamo sbarazzarcene con gli insetticidi", spiega Maurice Jullien, "ma questi insetti resistono e si disperdono in volo, si nascondono nelle case e ritornano". Un fenomeno inquietante.

Arrivata in Francia nel 2012, si è poi diffusa nei diversi Paesi europei ‘viaggiando’ su automobili, aerei, e barche. Jean-Claude Streito, entomologo a Montpellier e ricercatore presso Inrae, lavora su questa specie da diversi anni. "Come tutti gli insetti, la sua popolazione varia da un anno all'altro, a seconda del clima, ma non c'è motivo di pensare che quest'anno saranno meno numerosi. Al momento, la popolazione presenta un trend in crescita, piuttosto che in diminuzione".

Philippe Jullien, coltivatore di kiwi a Saint-Alexandre, ha seguito con attenzione l'aumento della popolazione delle cimici. Nell'ambito di uno studio dell'associazione di produttori francese BIK (Interprofessional Kiwi Bureau), 4 anni fa ha installato delle trappole per osservare la diffusione di questa specie.

"Tre anni fa catturavamo da 2 a 3 di questi insetti a settimana. L'anno scorso ne abbiamo catturati da 70 a 120 a settimana e, con la trappola più grande, fino a 150-200 al giorno!".

"Lo scopo di questa seconda trappola, una lastra ondulata di stagno di 2 metri di lunghezza e 2 metri di altezza, ricoperta di colla e feromoni, è quello di intrappolare gli insetti e ridurne l'impatto sui raccolti, ma ci vuole molto lavoro e non si sa se funzionerà", spiega il coltivatore di kiwi.

Fonte: midilibre.fr


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