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Il 10 marzo incontro online organizzato da Fondazione F.lli Navarra e Terremerse

Il nocciolo: prospettive concrete di sviluppo

La Fondazione per l'Agricoltura F.lli Navarra di Ferrara, assieme alla Cooperativa Terremerse, presente in molte province dell'Emilia-Romagna e non solo, ha realizzato un campo sperimentale di varietà di nocciolo per testare forme di allevamento e tecniche di gestione dell'irrigazione volte a migliorare le performance, con una particolare attenzione alla sostenibilità ambientale.

Per raccontare tale attività di sperimentazione e per illustrare il Progetto Nocciolo di Terremerse, giovedì 10 marzo alle ore 17 si svolgerà il webinar aperto al pubblico dal titolo "Il Nocciolo in Emilia-Romagna: prospettive concrete di sviluppo".

La partecipazione al webinar è gratuita, previa registrazione: www.terremerse.it/eventi/il-nocciolo-in-emilia-romagna/  

Questa pianta, nota anche per le sue caratteristiche di rusticità, rappresenta una valida alternativa per diversificare l'assetto colturale delle aziende agricole, grazie ai bassi costi di impianto rispetto ad altre colture e all'alto tasso di meccanizzazione. Inoltre, attraverso progetti dedicati e strutturati come quello avviato da Terremerse in collaborazione con Ferrero, offre opportunità stabili di reddito e marginalità interessanti, senza dimenticare che il nocciolo è una coltura pienamente sostenibile.

Intervengono all'incontro online: Alessio Mammi, assessore all'Agricoltura Regione Emilia–Romagna, Nicola Gherardi Ravalli Modoni, presidente Fondazione per l'Agricoltura F.lli Navarra, Marco Casalini, presidente Terremerse, Marco Babini, responsabile progetto nocciolo Terremerse, Fabio Piretta, project manager Ferrero HCo.

Sono 7 le regioni coinvolte nel progetto nocciolo di Terremerse: Emilia-Romagna, Veneto, Lombardia, Marche, Toscana, Lazio e Umbria. "Questo progetto - ha affermato Marco Babini, responsabile progetto nocciolo - è per Terremerse un'iniziativa di massima importanza. Rappresenta la volontà di diventare attori di una filiera di qualità, tracciabile e 100% italiana. Il nostro Paese, infatti, è attualmente carente di questo prodotto, che viene quindi importato dall'estero, in particolare dalla Turchia".


Data di pubblicazione:
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