Resoconto dall'incontro di Vittoria (Ragusa)

Ortofrutta siciliana: mai più affrontare un'emergenza da soli

La crisi del settore ortofrutticolo è sempre più acuta e, tra Covid, rincari delle materie prime, costi dell'energia, fitopatie dilaganti e la mancanza di manodopera, la misura è colma o almeno sembrava esserlo. Fare agricoltura, ortofrutticoltura in particolar modo, assume ogni giorno sempre più le connotazioni di un'impresa eroica: perché si è in balia della natura, di eventi climatici violenti e improvvisi, ormai impossibili da prevenire e gestire. A questo aggiungiamo una storica marginalità territoriale, quella della Sicilia, e una guerra alle porte dell'Europa, acutizzatasi solo adesso ma persistente già dal 2014 e che, dapprima a causa dell'embargo alla Russia e oggi a causa della chiusura dell'Ucraina, provoca danni enormi al nostro export ortofrutticolo.

Un momento durante l'incontro

Dulcis in fundo, è recente la smobilitazione dei blocchi stradali dovuti allo sciopero degli autotrasportatori, durato 4 interminabili giorni. Una manifestazione scatenata dal rincaro dei carburanti e che, però, ha causato milioni di danni alle aziende ortofrutticole dell'isola, le quali non hanno potuto commercializzare le proprie produzioni, rimaste a sciuparsi e deperire nelle celle o nei campi e nelle serre.

Una situazione complessivamente esplosiva, che doveva sfociare in una presa di posizione del settore ortofrutticolo siciliano, il quale si è compattato per fare fronte comune contro attuali e future emergenze che dovessero verificarsi.

Lo scorso primo marzo 2022 si è tenuto un incontro a Vittoria (RG), che ha visto la presenza delle aziende più rappresentative della Fascia Trasformata, ossia di quella porzione di territorio costiero siciliano specializzato in orticoltura intensiva da serra e non solo, che va da Licata (AG) a Pachino (SR).

Giuseppe Libretti durante il suo intervento, che si è alternato a quello dei tanti imprenditori e alle personalità del mondo delle Istituzioni, presenti all'incontro.

A margine dell'evento, abbiamo intervistato Giuseppe Libretti, noto agromanager siciliano, facente parte del comitato direttivo di una costituenda associazione cui hanno dato adesione circa 250 aziende ortofrutticole e del comparto agroalimentare. "Un numero destinato a crescere, grazie ai valori fondanti che il sodalizio si propone", ha esordito Libretti.

"L'associazione mira infatti alla difesa dell'imprenditoria ortofrutticola e agroalimentare siciliana in generale - ha detto Giuseppe Libretti - ma anche alla tutela dell'economia e del tessuto sociale di questo territorio. I recenti avvenimenti, come lo sciopero degli autotrasportatori e gli aumenti improvvisi dei costi produttivi, ci hanno spinto ad accelerare sull'agenda della formalizzazione di un fronte unitario, compatto e comune della categoria, seguendo un'esigenza che avevamo già avvertito con l'insorgere dell'emergenza pandemica. Non è più possibile affrontare le emergenze in ordine sparso e senza che vi sia una regia unica per gestirle. Ed ecco che siamo addivenuti alla costituzione di un'associazione a difesa della categoria. Da qui è partito anche il coinvolgimento, in un confronto più ampio, delle Istituzioni pubbliche, che hanno responsabilmente aderito al nostro invito".

L'atto costitutivo è in via di redazione e sarà definito da un legale già incaricato, peraltro presente alla riunione di Vittoria, e i primi punti programmatici cui sarà dato immediato seguito sono:

  1. Tutela legale del territorio della Fascia Trasformata, compreso l'intero sud est Sicilia, ovvero delle aziende associate, da azioni che abbiano cagionato o possano cagionare in futuro danni economici o d'immagine, con azioni tese al risarcimento.
  2. Creazione di un marchio territoriale, per dare maggiore visibilità alle aziende di riferimento e per promuoverne l'immagine.
  3. Interazione e dialogo diretto con le istituzioni regionali e nazionali, al fine di Istituire tavoli tecnici per dettare l'agenda del legislatore a favore di politiche agricole più consone ai bisogni delle aziende dei territori citati.
  4. Avvio di un dialogo serrato con i fornitori e con tutti gli anelli della filiera al fine di garantire, forti dell'unione, condizioni più eque e trasparenti di acquisto.

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