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Agrumi: analisi approfondita su import ed export dell'Italia ed export dei Paesi concorrenti

Le esportazioni italiane del comparto agrumi mediamente si collocano su oltre 200.000 tonnellate; durante l'ultima campagna commerciale sono state maggiori alla precedente di nove punti percentuali con quasi 215.000 tonnellate. Il valore, invece, denota un calo e con circa 219 milioni di euro scende del 4% sul periodo 2019/20: il prezzo medio diminuisce di undici punti percentuali rispetto alla campagna scorsa ma comunque si colloca tra i più alti delle ultime cinque campagne commerciali, con 1,02 €/Kg. 

Oltre l'82% dell'export di agrumi italiani, durante la campagna 2020/21, è stato destinato ai Paesi dell'Unione Europea con volumi dell'8% in più rispetto alla passata stagione, apri a quasi 180.000 tonnellate. Il nostro principale mercato di sbocco è stato, come consuetudine, la Germania che nel periodo 2020/21 ha assorbito oltre 58.000 tonnellate, volumi maggiori del 16% sulla precedente campagna. Con distacco troviamo i quantitativi inviati in Francia, circa 27.500 tonnellate contro i 26.600 del periodo 2019/20 ed una variazione positiva del 3%, pari al 13% del totale esportato. Al terzo posto, all'interno di questa macro-area, si colloca la merce spedita in Austria con quasi 21.000 tonnellate, un incremento del 22% sulla campagna commerciale antecedente.

A seguire le esportazioni verso la Polonia al 6% del totale, quasi 13.000 tonnellate, in aumento di ventinove punti percentuali sulla stagione scorsa. Al di fuori dell'Unione europea circa il 16% degli agrumi italiani sono stati inviati all'interno della macro area dei paesi dell'Europa Extra UE durante il periodo 2020/21 con un quantitativo di 35.000 tonnellate, in aumento del 13% se paragonati con la precedente campagna; il primo paese di destinazione è la vicina Svizzera che in quest'ultima stagione ha assordito il 12% del totale con quasi 25.000 tonnellate; il +8% rispetto alla stagione 2019/20. 

Le importazioni di agrumi sono più consistenti delle esportazioni ed in media si aggirano su quasi 400.000 tonnellate l'anno; durante il 2020 sono cresciute del 2% rispetto allo stesso periodo dell'annualità precedente. Il valore, con oltre 400 milioni di euro, sale di sedici punti percentuali sul 2019 trascinato da un prezzo medio che incrementa del 14% rispetto a quello dello scorso anno e con 0,90 €/Kg risulta tra i più alti dell'ultimo quinquennio.

La maggior parte di prodotto estero in arrivo in Italia proviene dai Paesi dell'Unione Europea, da cui mediamente giungono oltre 300.000 tonnellate; nel 2019 i volumi arrivati hanno rappresentato il 68% del totale con circa 310.000 tonnellate, in calo di sette punti percentuali rispetto al 2019. Il principale fornitore è la Spagna, da cui, nel 2020, il nostro paese ha assorbito poco oltre 240.000 tonnellate, il 53% del complessivo importato, in calo del 9% se paragonato con la campagna 2019. A seguire, con deciso distacco, troviamo le importazioni triangolate che arrivano dai Paesi Bassi, al 5% del totale, con volumi che crescono del 7% rispetto a quelli arrivati nel 2019.

Altre importazioni provengono dai Paesi africani con mediamente oltre 70.000 tonnellate l'anno (ultimo quinquennio) ma nel 2020 sono entrate oltre 98.000 tonnellate il 21% del complesso, in crescita del 46% rispetto a quelle arrivate durante la stagione 2019. Il primo fornitore rimane il Sudafrica con una rappresentatività attualmente al 15% del totale e volumi in aumento di diciannove punti percentuali rispetto alla stagione precedente; in forte aumento, dopo uno scarso 2019, gli arrivi dall'Egitto al 6% del totale con oltre 28.000 tonnellate.

Le importazioni dal Sud America rappresentano circa il 7% durante l'annualità 2020: mediamente da questo areale giungono circa 40.000 tonnellate di agrumi l'anno, i volumi arrivati nel 2020 sono diminuiti del 13% rispetto alla stagione precedente. L'Argentina occupa la prima posizione al 5% del complesso (anno 2020) ma con quantitativi in arrivo diminuiti del 21% sul 2019 con poco oltre le 22.000 tonnellate; con distacco, a seguire i volumi in arrivo dall'Uruguay all'1% del totale, inferiore all'annata precedente dell'8%.

Il nostro principale competitor è sicuramente la Spagna che all'anno mediamente esporta quasi 2,5 milioni di tonnellate di agrumi (media ultimo triennio); durante l'annata 2020 le esportazioni complessive di questo paese sono state più basse del 6% rispetto al più generoso 2019 ma comunque sostenute rispetto al recente passato.

La Germania è lo sbocco maggiore, che nell'ultimo triennio ha assorbito mediamente quasi 680.000 tonnellate con un trend in crescita e nel 2020 sono salite dell'1% se paragonate a quelle già elevate del 2019 e hanno rappresentato il 29% di tutto l'export iberico. La Francia è la seconda destinazione in ordine di importanza con oltre 500.000 tonnellate (media 2018-2020), le spedizioni del 2020 verso questo paese hanno rappresentato il 22% del complesso e sono calate solo dell'1% rispetto a quelle dell'annata precedente.

Le movimentazioni verso l'Italia si collocano al terzo posto seguite da quelle verso il Regno Unito con mediamente circa 170.000 tonnellate all'anno, nel 2020 i volumi spediti sono stati in flessione del 6% rispetto al 2019 ed hanno rappresentato il 7% del totale. Al 6% del complessivo esportato dalla Spagna si collocano Olanda e Polonia con mediamente circa 150.000 tonnellate e 130.000 tonnellate all'anno (media 2018-2020), durante il 2020 entrambe le destinazioni hanno assorbito quantitativi inferiori dell'annata precedente. Con volumi più contenuti a seguire l'export verso destinazioni con una rappresentatività sotto al 3% del totale.

In Italia la stagione commerciale iniziata da poco porta un ritardo di almeno una settimana rispetto al periodo medio di commercializzazione. Questo ritardo è da imputare soprattutto ad un clima mite per il periodo specialmente al sud Italia; le elevate temperature hanno rallentato la maturazione dei frutti ed il colore si presenta ancora non del tutto ottimale.

A livello quantitativo mediamente si valuta una produzione inferiore del 35% rispetto ai volumi medi sia per arance che per clementine ma il prodotto, per entrambe le referenze, si presenta con un eccellente grado Brix accompagnato da una pezzatura migliore della passata stagione commerciale ed un'elevata qualità.

A livello commerciale la campagna è iniziata bene ed il mercato si presenta dinamico e ben reattivo con prezzi sostenuti e una domanda di prodotto molto buona; la commercializzazione è cominciata con le arance bionde e a cui seguiranno quelle rosse e il Tarocco mentre le per clementine si è passati da poco a commercializzare il clementino comune dopo un primo periodo di presenza di varietà precoci.

Fonte: CSO Italy per FreshPlaza.IT


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