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Ignacio Lobato, amministratore delegato della Domo Pistachio ed esperto del pistacchio biologico

"La produzione spagnola di pistacchi si decuplicherà in 7 anni"

Castilla-La Mancha è la più grande regione produttrice di pistacchi in Spagna. Secondo i dati 2020 del Ministero spagnolo dell'agricoltura, in questa regione è concentrato l'81% della superficie del Paese dedicata a questa coltura, con 38.000 ettari dei 46.000 presenti in tutta la nazione.

Negli ultimi anni, la produzione di pistacchi ha mostrato una crescita esponenziale. Secondo i dati del rapporto ministeriale sulle superfici agricole e le rese, nel 2014 la superficie coltivata in Spagna superava di poco i 4.400 ettari. 7 anni dopo è 10 volte di più. Solo nel 2020, nella regione di Castilla-La Mancha sono stati piantati 7.800 ettari, il che significa che c'è stato un aumento annuale di oltre il 20%. Secondo le previsioni, data la sua rapida espansione, quando le nuove piantagioni raggiungeranno la maturità produttiva, la Spagna si conquisterà una posizione di rilievo in questo settore.


Campi di pistacchio a Castilla-La Mancha.

"Per ora, le produzioni sono limitate. L'anno scorso sono state prodotte circa 2.000 tonnellate di pistacchi in Castilla-La Mancha, e quest'anno il raccolto dovrebbe raggiungere da 2.800 a 3.000 tonnellate. Considerato il tempo necessario perché la coltivazione dei pistacchi raggiunga il picco, prevediamo che la produzione si decuplicherà in circa 7 anni", ha affermato Ignacio Lobato (in foto), amministratore delegato della Domo Pistachio.

"Tuttavia, questo forte aumento si scontrerà con alcune problematiche, come la mancanza di impianti di trasformazione. Oggi gli impianti presenti in Spagna sono sotto pressione, considerati gli attuali livelli di produzione. Una volta raccolto, il pistacchio ha bisogno di essere trasformato velocemente, perché è soggetto alla proliferazione di funghi, a causa dell'umidità del frutto”, ha affermato Ignacio.

“La Domo Pistachio è un progetto associativo pionieristico in Castilla-La Mancha per la produzione e la commercializzazione del pistacchio. E' nato dall'unione delle Sociedades Agrarias de Transformación, SAT del Campo e SAT Pistamancha, e sin dall’inizio ha messo a disposizione 2 stabilimenti di trasformazione per la produzione dei suoi soci, che insieme coltivano circa 1.300 ettari. E abbiamo già dei piani di crescita interna”.

"Un'altra sfida futura è legata alla commercializzazione del prodotto. Il settore spagnolo è altamente professionalizzato. Per realizzare un prodotto di alta qualità, sono state applicate nuove tecnologie e implementate molte innovazioni, ma dobbiamo ancora migliorare il modo in cui comunichiamo le emozioni quando vendiamo i nostri prodotti. Il settore del pistacchio è un settore nuovissimo e abbiamo l'opportunità di tracciare il percorso giusto. Questo è il nostro obiettivo, alla Domo. Un'offerta molto frammentata non ha potere negoziale. Dobbiamo sfruttare le sinergie che offre la cooperazione: aiuta gli agricoltori a essere più competitivi e migliora la loro capacità di investire nella comunicazione e nel marketing, e di difendere il prodotto sul mercato".

Una coltura strategica, sociale e sostenibile
Il pistacchio offre buone prospettive commerciali, sostenuto da una notevole domanda globale nel segmento della frutta secca. Ma, nella regione di Castilla-La Mancha, la sua coltivazione ha un ruolo che va ben oltre l'attività agricola.

"La coltivazione del pistacchio è una coltura strategica, in Castilla-La Mancha. E' un'alternativa ad altre colture tradizionali delle campagne de La Mancha, come cereali, uva da tavola o olive, e può aiutare i piccoli agricoltori a diventare più competitivi e a ottenere raccolti migliori. Infatti, grazie al pistacchio, molte persone che avevano abbandonato i campi sono tornate nei loro Paesi per dedicarsi a questa coltivazione”.

"E' anche una produzione sostenibile. L'80% della produzione spagnola di pistacchi è a irrigazione pluviale. I produttori utilizzano un sistema d'irrigazione aggiuntivo solo per il restante 20% delle colture", ha affermato il direttore generale della Domo Pistachio. "Il suo valore più grande è la sostenibilità: la coltivazione del pistacchio aiuta a preservare le risorse, a conservare la biodiversità e ad assicurare un futuro all'agricoltura".

"Il fatto che il pistacchio spagnolo sia principalmente a irrigazione pluviale comporta che ha un ottimo sapore e un calibro grande, cosa che lo differenzia dal pistacchio americano, che viene invece irrigato. E' anche un prodotto locale con un'impronta di carbonio più bassa rispetto ai pistacchi importati, ed è coltivato secondo la severa legislazione fitosanitaria e sociale dell'Unione europea, con cui condividiamo la filosofia di sostenibilità e il rispetto del lavoro”.

"I consumatori che acquistano i prodotti della Domo Pistacchio sanno che stanno acquistando i pistacchi direttamente dal contadino, sanno esattamente da dove proviene, e questo aggiunge un valore sociale alla nostra produzione", ha affermato Ignacio.

Inoltre, la Domo Pistacchio è impegnata nella produzione biologica. “Il 98% della nostra produzione è bio e il restante 2% è attualmente in fase di conversione. Presto raggiungeremo l’obiettivo del 100% biologico. In effetti, siamo il più grande produttore spagnolo di pistacchi biologici", ha affermato Ignacio. "La nostra produzione aumenterà in modo significativo nei prossimi anni e la commercializzeremo soprattutto in Europa, dove il consumo di prodotti biologici sta registrando una crescita importante".

Promuovere la produzione e il consumo di pistacchi
Il successo di un prodotto richiede l'impegno degli agricoltori e il sostegno dei consumatori. In questo senso, l'impulso che l'Unione europea vuole dare nel breve periodo alla produzione biologica con la sua strategia ‘From Farm to Table’, caposaldo del Green Deal europeo, non sarebbe completo senza una promozione più incisiva del consumo di prodotti biologici.

“Stiamo facendo uno sforzo notevole per comunicare e diversificare i clienti in mercati come Germania, Scandinavia, Francia, Italia e Spagna. Fortunatamente, i prodotti biologici stanno già cominciando a essere valorizzati nel nostro Paese, e i supermercati danno risalto alle produzioni biologiche, oltre che alla loro origine nazionale. I supermercati commercializzano l'80% del pistacchio consumato, quindi hanno il potere di decidere cosa vendere e cosa no, e di dare risalto all’origine dei prodotti”, ha affermato Ignacio.

"Stiamo lavorando con altri trasformatori e operatori del pistacchio per dar vita a un'associazione che promuova il consumo del pistacchio spagnolo", continua Ignacio, aggiungendo di essere fiducioso che in futuro questo prodotto sarà tutelato da un marchio o sigillo di qualità che garantisca una qualità differenziata. "Abbiamo bisogno di un forte investimento per raggiungere i nostri obiettivi, ma stiamo già spianando la strada agli altri operatori".

“La Spagna consuma circa 15.000 tonnellate di pistacchio all'anno. Al momento non abbiamo la capacità di fornire questi volumi, ma in 7 anni produrremo circa 25.000 tonnellate e avremo la capacità di rifornire il mercato domestico ed esportare il prodotto. La Spagna è destinata a diventare una potenza, nel settore del pistacchio", ha concluso Ignacio Lobato.

Per maggiori informazioni:

Ignacio Lobato
Director general
Domo Pistachio
Tel.: +34 653 604 884
info@domopistachio.com
www.domopistachio.com


Data di pubblicazione:



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