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Jon Monroe

Siamo sull'orlo di una crisi globale dei container?

Jon Monroe, analista del settore marittimo, sta notando un grande numero di nuovi servizi di container che spuntano sulla rotta trans-pacifica. Nelle prossime settimane due nuovi servizi, anche se piccoli e ancora irregolari, faranno scalo nei porti della California meridionale, proveniendo dalla Cina. I servizi sono gestiti da BAL e CU Lines. "E ci aspettiamo che ancora più compagnie di navigazione non vorranno certo perdere l'occasione, perché i tassi di nolo stanno salendo alle stelle a livelli storicamente alti".

Monroe spiega che gli abituali flussi commerciali degli Stati Uniti stanno subendo una pressione insostenibile, a causa dell'aumento delle importazioni. Questi spostamenti senza precedenti di container in importazione stanno generando un effetto negativo sulle esportazioni statunitensi.

"Possiamo quasi parlare di un blocco e le cose non fanno che peggiorare. Questa "pandemia dei container", che si sta facendo sentire dal Regno Unito alla costa occidentale degli Stati Uniti, da Suez a Kaohsiung e ora anche nella Cina meridionale, si sta trasformando in una crisi globale. Ci sono ritardi nelle consegne dei container ovunque", spiega Monroe.

Monroe fa notare anche che la capacità delle navi in partenza dall'Asia è molto bassa. E dove c'è un eccesso di capacità, la carenza sta nelle attrezzature. "Per esempio, deviare le navi da Yantian non fa che peggiorare le cose, perché poi fanno scalo in porti alternativi come Shanghai e Ningbo e lì non trovano abbastanza attrezzature a disposizione per accogliere la valanga di navi", dice.

Secondo Monroe, le compagnie di navigazione hanno noleggiato tutte le navi disponibili per i prossimi 2-3 anni e ora non c'è più capacità libera. Secondo l'associazione internazionale degli armatori BIMCO, le tariffe di noleggio sono aumentate e una nave abbastanza comune da 8.500 TEU ora costa in media 62.000 dollari al giorno, più del doppio dell'anno scorso.

Per fare fronte ai ritardi, questo mese HMM avrà quattro navi container aggiuntive a disposizione. "Ma non è così semplice - spiega l'analista - perché le navi che vengono utilizzate per contrastare i ritardi in Cina stanno solo causando più ritardi negli Stati Uniti".

Aggiunge che i ritardi sono iniziati nella California del Sud, ma stanno già interessando i porti dell'USWC e del Canada, e anche i porti della costa orientale degli Stati Uniti (USEC) attraverso il canale di Panama e il canale di Suez.

Mentre l'attività a terra nei porti della California del Sud comincia a riprendersi, il problema si è spostato sui trasportatori ferroviari che non sono in grado di liberare i loro terminal di trasporto IPI (Interior Point Intermodal). Questo perché le compagnie ferroviarie non hanno abbastanza vagoni per trasportare i container nell'entroterra.

"Quanto durerà la congestione dei container? E' una domanda che tutti si pongono, ma alla quale nessuno sa ancora dare una risposta. La risposta ovvia è che il blocco continuerà finché non ci sarà un rallentamento del commercio trans-pacifico, in gran parte unidirezionale", conclude l'analista.

Fonte: mundomaritimo.cl


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