Se ne e' parlato a un recente convegno

Manodopera, crisi e ortofrutta: evitare di trovarsi impreparati

Manodopera in agricoltura: occorre organizzarsi per tempo affinché la pandemia, se continua a persistere, non aggravi i problemi già esistenti. Anche perché la gelata dei giorni scorsi ha sì causato danni al nord d'Italia, ma non tanti come nel 2020, quando addirittura molti magazzini della frutta rimasero chiusi per mancanza di prodotto.
E sui problemi del lavoro si è parlato anche durante un evento online organizzato da Confagricoltura.

"Il contratto collettivo nazionale è, e rimane, la stella polare del lavoro in agricoltura. All'interno di quel perimetro, la politica deve tuttavia individuare le forme più snelle e percorribili per dare risposte certe alle imprese e agli addetti". E' questa la posizione di Confagricoltura emersa nel webinar organizzato insieme ad Umana e Agronetwork, per fare il punto della situazione alla vigilia della stagione di raccolta nei campi.

"Le aziende si trovano oggi in una situazione di difficoltà: da un lato devono continuare a svolgere la propria attività, tanto più nel periodo emergenziale per soddisfare il fabbisogno alimentare del Paese, dall'altra faticano a reperire sul mercato, in tempi rapidi, manodopera professionalizzata che garantisca adeguati livelli di produttività".

Resta quindi forte la spinta a forme di esternalizzazione, ma permane la preoccupazione delle imprese di incorrere in possibili violazioni di una normativa - quella sugli appalti di servizi - che presenta ampie zone grigie e solleva forti dubbi interpretativi che possono portare all'applicazione di sanzioni assai gravose.

Occorrono quindi adeguate politiche per favorire un'occupazione più stabile e di qualità anche nel settore agricolo, attraverso la rimozione degli ostacoli che scoraggiano le imprese nell'assunzione, quali l'elevata pressione fiscale e contributiva sul lavoro, la complessità degli adempimenti, gli incentivi per l'assunzione effettivamente fruibili.
Contemporaneamente, si sta affermando anche nel settore primario il fenomeno delle cosiddette 'esternalizzazioni', ossia dell'affidamento ad altre imprese dello svolgimento di alcune fasi del processo produttivo agricolo.

Accanto al tradizionale 'contoterzismo', si assiste allo sviluppo di altre forme di esternalizzazione (appalto) che riguardano fasi del processo produttivo meno meccanizzate, in cui prevale l'elemento umano e manuale (ad esempio la raccolta). Ma in agricoltura si sta diffondendo con una certa rapidità anche la somministrazione di lavoro, fino a qualche anno fa illustre sconosciuta.


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