'Il mercato premia chi sa presentarsi meglio al consumatore"

Tendenza positiva per il made in Italy ma solo poche aziende sanno approfittarsene

"Spesso, dagli imprenditori, sento dire "questo non fa per me", oppure "il marketing è roba per grandi aziende" o ancora "I prodotti eccellenti si fanno conoscere da soli"; ovviamente, io dissento da queste affermazioni". A dichiararlo è Andrea Bevilacqua, esperto di marketing agroalimentare nonché fondatore di Agricoltore Strategico. 

"Ora più che mai, il marketing è una disciplina che si deve applicare a qualsiasi azienda, anche a quelle agroalimentari, visto che in questo ultimo anno pandemico il segmento è cresciuto molto. La moltitudine di aziende agricole che ogni giorno si affacciano sul mercato, cercando di attirare clienti e facendosi anche una guerra dei prezzi, vedrà molti titolari del tutto impreparati in materia". 

"Anche se, da qualche anno, le cose sono cambiate in meglio, questo non vale per tutti gli imprenditori dell'ortofrutta e dell'agroalimentare. Per molti, recepire questo cambiamento sta diventando molto più arduo di quanto non lo sia in realtà. Restare in una comfort zone sembra che, in qualche modo, ci sollevi dalla responsabilità, facendoci procrastinare una scelta che prima o poi dovrà essere presa".

"C'è un treno che viaggia benissimo, è quello dei prodotti made in Italy, sempre più richiesti non solo in Italia, ma in tutto il mondo. Le imprese agricole che però stanno approfittando di questa occasione con strategia e metodo sono pochissime. Una buona parte degli imprenditori dell'agroalimentare non ha compreso che il nuovo modo di fare impresa è basato soprattutto sulla comunicazione. Le aziende non hanno capito che il mercato non è meritocratico: premia chi sa presentarsi meglio al consumatore".

Nella foto, un grafico che illustra la richiesta dei prodotti made in Italy negli ultimi 5 anni: la crescita è costante, con picchi che si registrano proprio nel 2020.

"Il rischio che si corre è quello di restare in un angolino, un luogo troppo piccolo per poter competere nei nuovi mercati e, soprattutto, con i nuovi competitors. Quello che dobbiamo avere sempre chiaro è che il marketing è propedeutico alla vendita. Certamente, il successo arriva dalle vendite, ma queste ultime sono solo l'estremità di un'azione precedente e preliminare. Perché i clienti comprino, devono in qualche modo essere convinti, ecco perché marketing e vendita sono strettamente correlati tra loro. Spesso non c'è una vera e propria demarcazione netta tra questi due concetti. Il marketing è vendita, solo che in quella fase non c'è il passaggio di denaro, ma l'accettazione di un'idea".

"Dobbiamo far accettare la nostra idea - conclude Bevilacqua - Per fare questo, dobbiamo dare una serie di motivazioni a chi acquista. Quello che occorre ora è sfruttare questo andamento positivo, con rapidità e con una preparazione adeguata del made in Italy sia nazionale che mondiale per distanziare la concorrenza, aumentare le vendite e il fatturato".

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