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In collaborazione con Salvi, Apofruit, Agrintesa e Spreafico

Studio sulla moria del kiwi: istituita una task force tra Zespri e i suoi partner commerciali

Il 2019 è stato l'anno che ha confermato quello che già molti si aspettavano. Sin dal 2012 in molti frutteti in giro per l'Italia sono state diagnosticate problematiche comuni sulla varietà Hayward, fin quando i primi sintomi di "moria" dell'apparato radicale della pianta di kiwi sono stati effettivamente notati sette anni dopo nella zona di Latina sulla varietà Gold3. Alla luce dei fatti, nel 2020 Zespri™ e i partner commerciali hanno purtroppo definitivamente confermato una perdita del 3% della superficie totale investita con Sungold™ per effetto della "moria", scientificamente denominata Kiwifruit Vine Decline Syndrome o KVDS.

I sintomi visibili si manifestano con un generale declino della pianta, in particolare con appassimento delle foglie e avvizzimento dei frutti, in seguito alla compromissione dell'apparato radicale. A ciò segue la cascola di foglie e frutti ed eventualmente, nei casi peggiori, la morte della pianta. Questa sintomatologia compare di solito in tarda primavera o inizio estate, durante la fase di rapido accrescimento della chioma e dello sviluppo dei frutti, anche se presumibilmente i problemi a livello dell'apparato radicale hanno inizio subito dopo la raccolta.

Quando il calore estivo inizia a farsi sentire, il collasso delle piante appare più evidente in seguito allo stress dato da elevate temperature e dal cattivo funzionamento dell'apparato radicale che supporta fisiologicamente la pianta. L'apparato radicale si presenta così compromesso, con evidenti necrosi in corso; le piante colpite possono morire anche in poche settimane dalla comparsa dei sintomi. 

Fin dalla prima apparizione della "moria" nel 2012 su Hayward in Veneto, diverse istituzioni scientifiche ed università italiane hanno condotto attività sperimentale e di studio sull'argomento. La maggior parte dei filoni di ricerca ha puntato sull'eccesso di acqua (sia per irrigazione che per piovosità) come principale causa del fenomeno che si sviluppa dalle radici. Effettivamente, un ambiente umido fornisce le condizioni ideali per l'instaurarsi di fisiopatie che, insieme all'asfissia, portano alla morte del delicato apparato radicale delle piante di actinidia.

Nonostante la sperimentazione condotta per 8 anni, all'interno della filiera del kiwi e tra i ricercatori non è ancora chiara quale possa essere la plausibile causa del fenomeno e quali possibili soluzioni possano essere implementate. Non è infatti stato raggiunto il consenso sul fatto che l'acqua costituisca la causa primaria di KVDS, o che possa rappresentare il vettore di una nuova fisiopatia che attacca le radici, motivo per cui diverse speculazioni e teorie sono state formulate relativamente al KVDS. 

Per approfondire lo studio, a fine 2019 Zespri™ ha inviato in Lazio due patologi dalla Nuova Zelanda per visitare alcuni frutteti di Sungold™ colpiti dalla "moria". Sulla base delle osservazioni da loro effettuate, la conclusione è stata simile a quella dei ricercatori italiani, che già nel 2019 avevano suggerito, al termine della sperimentazione condotta, di fare un corretto utilizzo dell'acqua, di utilizzare baulatura e di somministrare "compost" per prevenire lo sviluppo di KVDS. Nello specifico, i ricercatori neozelandesi hanno convenuto che un drenaggio insufficiente e pratiche irrigue non ottimali accentuassero la "moria" delle piante.

Per tentare di arginare il problema, i ricercatori hanno fornito diversi suggerimenti: punti da non sottovalutare sono le condizioni del terreno per uno sviluppo radicale ottimale, la miglioria del drenaggio, l'aumento del contenuto in sostanza organica, la riduzione del livello di compattazione, e l'adattamento in tempo reale delle tecniche irrigue in base alle esigenze della pianta attraverso il bilancio, monitorando costantemente il livello di umidità del suolo. 

Zespri™ ha condotto un monitoraggio puntuale del fenomeno senza mettere in atto azioni specifiche finché lo sviluppo della fisiopatia è rimasto circoscritto a due regioni del Nord, considerate storicamente come aree meno vocate alla coltura del kiwi per condizioni climatiche e pedologiche, e sulla varietà Hayward. Il problema è stato però riconosciuto come tale quando la fisiopatia è comparsa anche sulla varietà Sungold™. 

Ad agosto 2020, Zespri™, insieme ai partners commerciali Salvi, Apofruit, Agrintesa e Spreafico, ha istituito una "task-force" per affrontare il problema KVDS in maniera globale coordinando l'attività di ricerca e definendo delle linee guida per gestire l'emergenza. La task-force ha come obiettivo quello di investigare la "moria" e allo stesso tempo sviluppare strumenti per aiutare e sostenere i produttori.

In questo ambito è stato definito un programma di lavoro puntuale per arrivare a rallentare la progressione della moria stessa nel breve periodo e per stabilire delle linee guida per il futuro. Il gruppo di lavoro ha stabilito quattro focus principali sui quali focalizzare l'attenzione: gestione dell'acqua, gestione del terreno, ricerca sui patogeni ed innovazione applicata ai portinnesti. L'impegno da parte di Zespri™ e dei partners commerciali è su base economica e tecnico– professionale.

La "task force" si è immediatamente attivata, assegnando massima priorità alla gestione dell'acqua migliorando i sistemi di drenaggio ed irrigazione di precisione per mitigare la progressione di KVDS. Le azioni future riguarderanno gli impianti di drenaggio che saranno migliorati da parte dei produttori grazie anche al sostegno dei partners commerciali di riferimento.

Il dipartimento Innovation di Zespri™ condurrà sperimentazioni sul sistema idrico delle piante e sui fabbisogni nutritivi come base per una futura irrigazione di precisone o programmi di fertirrigazione; contestualmente, il team di OPC continuerà a lavorare su base locale con i produttori per promuovere l'importanza delle buone pratiche agronomiche ed ottimizzare le condizioni del terreno nell'ottica di uno sviluppo ottimale dell'apparato radicale. 

In seguito ai primi immediati miglioramenti dei sistemi di drenaggio, la "task force" ricoprirà un ruolo fondamentale nello stilare le raccomandazioni relative al miglioramento del terreno nel lungo periodo (composizione del terreno, elementi minerali), conducendo altresì sperimentazioni su potenziali patogeni coinvolti e su nuovi portinnesti come per esempio il Bounty 71.


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