Sicilia: sequestrati 22mila chilogrammi di limoni spagnoli

L'impressionante attività di sequestro operata negli ultimi tempi è indice dell'estrema vulnerabilità dei punti d'ingresso delle merci che giungono sul territorio nazionale italiano. E così, ancora una volta, sono stati sequestrati, qualche giorno fa, ad Avola (SR), circa 22mila chilogrammi di limoni non conformi alla normativa vigente, provenienti dalla Spagna.

Si tratta dell'ennesimo atto lesivo non solo nei confronti dell'agricoltura siciliana e della limonicoltura in particolare, ma anche nei confronti dei consumatori finali che, ignari, incorrono in acquisti farlocchi, laddove non a rischio per la salute.

I limoni spagnoli sono stati rinvenuti in un magazzino fatiscente, a seguito di un'attività di appostamento operata dagli ispettori dell'ICQRF Sicilia (Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e della Repressione Frodi dei Prodotti Agroalimentari), congiuntamente agli ispettori del Servizio Fitosanitario dell'assessorato regionale all'Agricoltura e al personale del Corpo Forestale della Regione Siciliana.

Edy Bandiera

Ne dà notizia l'assessore regionale per l'Agricoltura, Edy Bandiera che non ha mancato di commentare l'accaduto. "Siamo quotidianamente impegnati in questo genere di attività e non abbassiamo la guardia - ha detto Bandiera - Siamo consapevoli del fatto che, per decenni, si è attentato alla salute dei siciliani e all'economia della Sicilia e, pertanto, abbiamo messo in campo, fin dai primi momenti, un forte potenziamento del meccanismo dei controlli".

"In tre anni di attività - ha sottolineato l'assessore - abbiamo operato circa 5.500 controlli sui prodotti agroalimentari, 30mila analisi di laboratorio e 250 intercettazioni di prodotti difformi dagli standard previsti dalle vigenti normative".

"Tutto ciò - ha concluso Bandiera - fa della Sicilia la prima regione in Italia per numero di controlli effettuati sui prodotti agroalimentari in import ed export, presso tutti i punti di accesso".

Sui fatti abbiamo chiesto un commento al presidente del Distretto Agrumi di Sicilia, Federica Argentati. Il Distretto, come è noto, annovera al suo interno tutti i Consorzi di Tutela agrumicoli IGP, DOP e molte aziende Biologiche della Sicilia (la regione con le maggiori superfici agrumetate del Paese).

"E' un bene aver fermato questo enorme carico di limoni - ha detto la presidente - Però ciò significa che qualcuno li acquista! Sarebbe bene che le aziende che effettuano questo tipo di commercio, certamente possibile in un libero mercato, si accertassero che i prodotti siano in regola sotto l'aspetto fitosanitario".

"D'altra parte, non credo che in Sicilia manchino i limoni! Abbiamo addirittura le tre produzioni IGP e una superficie biologica di tutto rispetto", conclude ironicamente Argentati, lanciando qualche domanda retorica: "Forse i limoni buoni e garantiti costano troppo? Troppo rispetto a cosa, però?"


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