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La Russia interrompe le importazioni di pomodori da diversi Paesi

Il rilevamento del virus del mosaico del pepino e' dovuto all'immunizzazione delle sementi

Secondo alcune fonti, la Russia non consentirà più l'importazione di pomodori da Uzbekistan, Turchia, Armenia, Marocco e altri Paesi, a causa del rilevamento del virus del mosaico del pepino (PepMV). Parlando con uno specialista russo di frutta, sembra che la notizia sia vera, tranne che per le importazioni dal Marocco. Nel timore di questi sviluppi, non sono in grado di spedire questi prodotti e questo significa che quantità enormi andranno perse.

Secondo Tatiana Nazarova, ex responsabile commercio al dettaglio ed esperta del mercato ortofrutticolo russo, le importazioni di pomodori in Russia sono state erroneamente bloccate al confine: "I pomodori da Uzbekistan, Turchia, Armenia, Azerbaidjan e Bielorussia sono ufficialmente vietati. Il Marocco non è stato ufficialmente bandito, ma non può ancora esportare i suoi pomodori in Russia per la stessa ragione: in ogni container che trasporta pomodori in Russia si presume che ci sia il virus del mosaico del pepino".

"Ritengo che queste misure non siano giustificate, poiché i pomodori coltivati nelle serre di tutto il mondo conterranno tracce del virus del mosaico del pepino. Questo include i pomodori coltivati in Russia, poiché ho eseguito i test sui prodotti russi e ho ottenuto gli stessi risultati che i funzionari hanno avuto sui pomodori importati".

Il fatto che i prodotti siano ora fermi al confine significherà delle pesanti perdite per gli esportatori, dice Nazarova. "Questo comporterà enormi perdite perché i produttori di pomodori in serra stanno piantando, come da programma con gli acquirenti. Ora dovranno distruggere migliaia di tonnellate di produzione. Qualsiasi azienda marocchina confermerà che la situazione è terribile".

Nazarova pensa che un possibile motivo a tali misure sia l'aumento dei prezzi dei pomodori coltivati a livello domestico, perché se non saranno consentite le importazioni, si avrà una carenza sui mercati.

"Penso che la ragione di tutto ciò abbia a che fare con le lobby. Non è molto professionale da parte delle autorità fitosanitarie russe Rosselkhoznadzor, trovare questo motivo sufficiente per giustificare il divieto su tutte le importazioni. Inoltre, ci sono state pressioni da parte dei produttori russi, delle aziende che hanno approfittato di enormi investimenti e ora vorrebbero aumentare i prezzi della loro produzione, distruggendo altre produzioni più efficienti di altri Paesi. Avrà un enorme impatto sul mercato russo, poiché la produzione domestica copre solo circa il 50% della domanda. Come già detto, questo porterà all'aumento dei prezzi dei prodotti russi", conclude Nazarova.

Per maggiori informazioni
Tatiana Nazarova
Tel.: +7 921 950 6182
Email: tnazarova@bk.ru


Data di pubblicazione:



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