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L'accordo di pace tra Emirati Arabi Uniti e Israele promuove nuove opportunita' commerciali

A settembre, gli Emirati Arabi Uniti e Israele hanno firmato uno storico accordo di pace. "Ma l'accordo sull'agricoltura è stato concluso solo di recente", afferma Eitan Zvi, vicepresidente commerciale della ditta israeliana Galillee Exports. Tuttavia, venerdì 6 novembre questa azienda ha inviato negli Emirati la sua prima spedizione di avocado.

"Il carico ha superato tutti gli opportuni controlli. Siamo molto orgogliosi di essere i primi a esportare avocado a Dubai. Ci auguriamo sia l’inizio di una duratura e proficua cooperazione tra Israele e gli Emirati Arabi Uniti".

Foto: la produzione della Galil Export

Israele ha ricevuto l'approvazione ufficiale dagli Emirati Arabi Uniti per l’esportazione di prodotti agricoli freschi e di materiale di propagazione (comprese le sementi), dopo una serie di incontri (segreti) tra le autorità degli Emirati e il Ministro israeliano dell'agricoltura e dello sviluppo rurale, Alon Schuster, e il suo direttore, Nahum Itzkovich.

Un accordo del tutto inatteso
La firma dell'accordo di pace è stata una grande sorpresa per tutti, in Israele. "Nessuno se lo aspettava", ammette Eitan. "Gli Emirati Arabi Uniti sono la porta d'accesso all'Arabia Saudita e ai Paesi circostanti. C'è un grande potenziale in quell'area. Dobbiamo lavorare per riuscire a ottenere i contatti giusti".

"I nostri concorrenti sono gli stessi che in Europa, cioè Messico e Colombia. Dobbiamo trovare i clienti giusti per qualità e prezzi adeguati. Vorremmo esportare 200 tonnellate di avocado negli Emirati Arabi Uniti", afferma Ziv.

Questo mercato rappresenta uno sviluppo importante, per l'azienda israeliana. "Soprattutto perché non abbiamo molte altre opportunità. E' impossibile, per noi, entrare in America, mentre Cina e India sono attualmente chiuse ai prodotti israeliani. Il Giappone è aperto ma, dal punto di vista logistico, è una sfida per noi arrivarci. Ora, finalmente, abbiamo un altro mercato".

Datteri
Eitan vede delle opportunità anche per altri prodotti. Non sono stati spediti solo avocado negli Emirati Arabi Uniti. Le aziende israeliane hanno spedito pure agrumi, melagrane e 200 kg di datteri Medjool. "Dobbiamo far conoscere i datteri di Medjool. A volte è più difficile penetrare in mercati abituati a determinati prodotti".

"C'è una certa richiesta di agrumi, pompelmo rosso e melagrane. Anche se adesso non è la stagione del mango, vedo molto potenziale, per questo prodotto, negli Emirati Arabi Uniti. Penso che possa diventare il secondo prodotto esportato in quel Paese".

Foto: espositore con ortofrutta israeliana al mercato fresco di Dubai (fonte: governo di Dubai)

Lo scorso fine settimana, è stato allestito per la prima volta un espositore di prodotti israeliani al mercato del fresco di Dubai. Questo mercato svolge un ruolo fondamentale nel promuovere la posizione di Dubai come centro commerciale regionale per l'ortofrutta locale e d'importazione. L'introduzione dei prodotti ortofrutticoli israeliani contribuisce allo sviluppo commerciale di Dubai e a diversificare le sue fonti.

All'evento hanno partecipato varie autorità, tra cui Shlomi Fogel, presidente della società d’esportazione Carmel Agrexco. "Siamo entusiasti di partecipare allo sviluppo dei legami commerciali tra Israele e gli Emirati Arabi Uniti", ha affermato in un articolo sul sito web dell'ufficio stampa del governo di Dubai.

"Insieme ai nostri colleghi di Dubai, oggi stiamo iniziando a vedere i 'frutti della pace'. L'esportazione di prodotti agricoli freschi da Israele sul mercato degli Emirati Arabi Uniti offre importanti vantaggi: la vicinanza geografica e la velocità delle spedizioni".

Questi prodotti possono arrivare direttamente ai mercati degli Emirati Arabi Uniti e nelle regioni limitrofe. "Entro poche ore dalla raccolta, i prodotti ortofrutticoli possono raggiungere i punti vendita. L'agricoltura israeliana è molto avanzata e siamo fiduciosi che tutti apprezzeranno i nostri prodotti", ha detto Fogel, aggiungendo che la Carmel Agrexco intende investire nelle aziende agricole degli Emirati Arabi Uniti, implementando le ultime innovazioni agro-tecnologiche.

Ma anche un'altra azienda israeliana, la Ben-Dor Fruits, esporta da molti anni i suoi prodotti negli Emirati Arabi Uniti. Questo grazie alle sue aziende agricole e ai suoi licenziatari in tutto il mondo. "Lo facciamo già da tempo da altri territori", afferma Ido Ben Dor, responsabile breeding e frutteti della Ben-Dor Fruits.

"Ma ora sarà anche più interessante, dato che lavoreremo direttamente dalle nostre aziende di coltivazione israeliane. Ci sono pochi concorrenti con cui i prodotti israeliani si trovano a confrontarsi, in termini di prezzo. C'è spazio per fare affari, soprattutto per la qualità superiore dei prodotti israeliani e per i loro prodotti di nicchia".

"Anche la distanza favorisce la produzione israeliana", aggiunge Ido. "Al momento c'è molta confusione: intermediari che cercano di stabilire dei rapporti, annunci di esclusività sulle nuove opportunità tra i due Paesi. Ma, in ultima analisi, il commercio sostenibile si baserà sulla qualità e sui prezzi".


Foto: varietà di drupacee della Ben-Dor Fruits

La Ben-Dor Fruits ha un consolidato e solido rapporto di collaborazione con i suoi partner negli Emirati Arabi Uniti. “Forniamo programmi annuali dalle nostre aziende, in tutto il mondo. Qualità e sapore sono i criteri principali applicati dai nostri clienti. Per la prossima stagione, inizieremo le forniture da Israele".

Grande potenziale di esportazione
Ido intravede un eccellente potenziale d'esportazione per la sua azienda. "Sono stato felicissimo di sapere dell'accordo di pace, non solo per le potenziali opportunità di business, ma perché qui, in Medio Oriente, devono essere superate ancora molte barriere. Questo è un passo avanti verso la pace in quella regione".

Foto: varietà di pera EDEN della Ben-Dor Fruits

L'anno scorso, la Ben-Dor Fruits ha avviato un nuovo progetto. Vogliono coltivare varietà in grado di resistere alle temperature più elevate degli Emirati Arabi Uniti. "Questa iniziativa è stata avviata molto prima dei colloqui di pace".

“Da quando i rapporti diplomatici si sono normalizzati, tutto è diventato più facile da gestire. Lo scopo è trovare le migliori specie e varietà da coltivare commercialmente. Come diciamo in Israele, vogliamo ‘far crescere un bosco nel deserto’ ", conclude Ben Dor.


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