Le esportazioni di cipolle continuano ancora a ritmo rapido. "Al momento, si tratta di un mercato molto sano. Ogni acquisto fatto dai nostri clienti è stato buono, perché il prezzo delle cipolle è aumentato ogni settimana. Attualmente, il prezzi a balla sono di circa 0,27-0,28 euro al produttore, ma sento che prima di aprile alla produzione si vendeva già a 0,25 euro. Ritengo che ciò possa essere pericoloso. Negli ultimi anni, abbiamo visto molto spesso che si sono trovate alternative quando il prezzo delle cipolle si è avvicinato a 0,30 euro e ciò potrebbe portare il mercato delle esportazioni a crollare come un castello di carte. E' un mercato molto buono, ma non si può strafare". A spiegarlo è William Nannes, di J.P. Beemsterboer Food Traders.

"Tuttavia, al momento l'andamento è ancora molto impegnativo, con la disponibilità di container che sta diventando sempre più limitata. Il Senegal sembra che chiuderà i confini il 31 dicembre e ciò significa che tutti si stanno impegnando parecchio per rispettare le loro quote. Ciò significa che molte cipolle vengono spedite in navi convenzionali. Anche noi facciamo partire una nave ogni settimana".

Quando gli viene chiesto quali siano le sue aspettative per le prossime settimane, William risponde: "Fino al Natale le esportazioni continueranno bene, ma quello che succederà dopo è ancora molto incerto. L'Europa ha a sua disposizione una buona quantità di cipolle. Secondo i calcoli, un export settimanale di 12mila-13mila ton a partire da gennaio dovrebbe essere sufficiente per smaltire tutta la merce, ma nessuno sa cosa accadrà esattamente".

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William Nannes
J.P. Beemsterboer 
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