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Per controllare gli insetti dannosi indispensabile un ambiente in equilibrio

Il cinipide del castagno e' sotto controllo

L'annata 2020, con le produzioni di castagne elevate e di buona qualità nella maggior parte delle zone d'Italia, sta a testimoniarlo: il cinipide del castagno è sotto controllo. La conferma viene anche dall'entomologo Alberto Alma, docente all'Università di Torino e membro del consiglio scientifico del Centro di Studio e Documentazione del Castagno (CSDC) di Marradi (Firenze). L'esperto ha partecipato, collegato online, al convegno della scorsa settimana organizzato dal CSDC.

"Quando nel castagneto si raggiunge un equilibrio, i fitofagi causano danni al di sotto della soglia di intervento. La lotta biologica è quella che ha dato i migliori risultati, ma il tutto rientra in una corretta gestione anche del terreno e degli inerbimenti. Un castagneto non può essere lasciato a sé, ma va continuamente curato e gestito".

Diverse ricerche hanno dimostrato come nematodi e funghi entomopatogeni, presenti nel terreno, contribuiscano a contenere le larve di balanino delle castagne e di cidie: per questo la gestione del terreno, della sostanza organica e dell'inerbimento risulta fondamentale.

"E se la lotta biologica conservativa – continua Alma – risultasse non sufficiente, può essere utile quella biologica aumentativa con metodo inoculativo, così da potenziare la popolazione. Ad esempio, risultano utili introduzioni di Metarhizium brunneum contro le larve del balanino e della cidia tardiva; Heterorhabditis spp. contro larve del balanino in primavera; Steinernema spp. contro le larve delle cidie in autunno".

La confusione sessuale risulta comunque strategica e, negli ultimi anni, ha permesso di diminuire in maniera notevole i danni da cidie sulle castagne. "Ora è giunto il momento delle scelte – conclude Alma – in quanto la castanicoltura italiana deve decidere se rimanere ancorata solo al modello tradizionale o pensare anche, con una visione più innovativa e prospettica, al modello intensivo per le aree più vocate. E, in quest'ultimo caso, occorre potenziare ricerca e sperimentazione per ottimizzare le tecniche di gestione e coltivazione".