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Fri-el Green House e Tomatech in sinergia per arrivare a una soluzione al virus ToBRFV

Tomatech ha fatto quattro chiacchiere con Alessio Orlandi, direttore commerciale di Fri-El Green House che vende i propri pomodori con il marchio H2Orto. Si è discusso dell'attuale situazione produttiva e fitosanitaria e dei possibili sviluppi futuri.

Tomatech: Sappiamo che la filiera produttiva e distributiva dell'ortofrutta ha retto bene alla prima ondata di infezioni di Covid-19, pensi questa seconda imminente ondata possa creare problemi nuovi rispetto a quelli vissuti a marzo 2020?

Alessio Orlandi: In effetti la filiera ha retto abbastanza bene a parte le prime settimane di lockdown dove si sono alternati picchi di ordini per il fine settimana a giorni centrali della settimana con scarse richieste. Hanno sofferto i canali HO.RE.CA. e continuano a tribolare tutt'oggi. Crociere, menù aerei, mense stanno ancora patendo per i ridotti spostamenti delle persone e di smart working che ha cambiato le abitudini lavorative. Il periodo estivo ha visto consumi in calo nelle località turistiche fino alla terza decade di luglio a causa di flussi turistici fiacchi. Nel prossimo inverno le cose dovrebbero rimanere "stabili", in cui i retailer dovrebbero continuare a offrire un servizio necessario, ed il settore HO.RE.CA. continuerà probabilmente ad essere in affanno. 

Nella foto a sinistra: Alessio Orlandi, direttore commerciale di Fri-El Green House 

T.: Parlando invece di produzione, sembra che questo nuovo Tomato Brown Rugose Virus sia arrivato prepotentemente in Italia e si diffonda rapidamente perché non usa un vettore, ma il contagio è meccanico; come vi state organizzando per prevenire che entri nelle vostre serre?

A. O.: Il ToBRFV è una minaccia reale che noi preveniamo con le normali e orami ben acquisite procedure di prevenzione implementate nella nostra struttura produttiva. Completa disinfezione all'entrata in serra, ed utilizzo di appositi DPI Calzari, guanti, camici, cuffie; oltre al fatto che le squadre di lavoro operano in modo "a tenuta stagna" in ognuna delle diverse serre. Come ulteriore misura, abbiamo una lavanderia interna in cui i dipendenti ritirano quotidianamente gli indumenti lavati: a fine turno i dipendenti depongono gli indumenti usati in appositi armadietti. Non è permesso inoltre far uscire le calzature dal sito produttivo. Come ulteriori misure (in affiancamento a quelle anti Covid-19) non permettiamo l'entrata di persone estranee all'organizzazione dentro il sito produttivo; così come i campioni di prodotto che eventualmente arrivano, li facciamo dirottare nei nostri uffici a Padova, per essere visionati direttamente presso quella sede. 
Grazie a questi accorgimenti ed al fatto che siamo in un'areale a bassa intensità di coltivazione in serra (direi che siamo gli unici in zona), non abbiamo avuto nessun contagio.

Nella foto a destra: ciliegino Tomatech TT-746

T.: Parliamo solo di virus, un organismo così semplice e primordiale eppure ci fa tanta paura; sembra chiaro che piante sane si ammalano di meno e per tenere piante sane è importante agire sulla prevenzione mantenendo un clima ideale per la crescita equilibrata.

A. O.: Grazie alla coltivazione in serre tecnologiche, riusciamo a controllare diversi fattori che consentono uno sviluppo ottimale delle piante. Temperatura, intensità luminosa (grazie ai LED), umidità relativa, concentrazione di CO2, controllo acqua in entrata, insetti utili, etc. creando così un ambiente ideale evitando fattori di stress. In questo modo la pianta cresce forte e sana in un ambiente favorevole. 

T.: Anche la genetica deve fare la sua parte e le aziende sementiere stanno lavorando sulla resistenza al ToBRFV, ma bisogna riuscire trovare un compromesso tra resistenza, produttività e sapore.

A. O.: Collaboriamo con tutte le aziende sementiere provando decine di nuove varietà ad ogni ciclo di trapianti; con Tomatech abbiamo già identificato delle promettenti varietà di Ciliegino, ma anche di plum che ci hanno colpito per l'ottimo sapore; non solo grado brix, ma anche un aroma interessante combinato ad una buona tolleranza ai sintomi del ToBRFV; Stiamo guardando con molta attenzione alla gamma di varietà Tomatech già tolleranti e ci auguriamo che arrivi in pochi anni una resistenza totale a questo pericoloso virus.

T.: Il vostro modello di business basato su un alto livello tecnologico, una forte relazione con i canali distributivi ed una posizione logisticamente strategia in Nord Italia, ha dimostrato di funzionare bene; avete in programma di ampliare le superfici produttive o di realizzare altri impianti gemelli in altre zone del territorio nazionale?

A. O.: Stiamo costruendo 2 serre da 10 ettari ciascuna; la prima andrà in produzione a ottobre 2021, la seconda a ottobre 2022, passando dagli attuali 12 ettari ai 32 di settembre 2022. Raddoppieremo cosi le superfici il prossimo anno, per triplicare poi nel 2022. Un progetto molto ambizioso che creerà altri 200 posti di lavoro e ci poniamo l'obiettivo di essere riconosciuti come "GLI" specialisti del pomodoro…e non solo…


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