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Gli italiani devono ancora conquistare il mercato delle serre in Russia

La settimana scorsa, a Mosca, si è svolta la fiera specializzata per gli operatori del settore della produzione in serra. Quasi 50 espositori hanno proposto i loro prodotti e servizi: dalle sementi fino a sistemi di stoccaggio e imballaggio per l'ortofrutta prodotta in serra.

La maggior parte degli espositori erano aziende russe e ciò conferma l'intenzione della Russia di raggiungere l'autosufficienza nel settore agricolo, e non solo per i prodotti coltivati, ma anche per le tecnologie. Per esempio, i sistemi di irrigazione erano rappresentati esclusivamente dalle aziende russe, Comer GK "Institut Poliva" Ltd di Voronezh, LiS Ltd di Mosca e altre.



"Ad ogni modo, il mercato russo è così vasto che rimane sempre uno spazio per le aziende europee (Paesi Bassi, Finlandia, Austria), Israele e Cina: vi erano degli stand gestiti dai loro uffici di rappresentanza in Russia. Avere dei commerciali in loco diventa sempre più importante, nonostante la globalizzazione. In questo periodo i confini sono chiusi, ma i commerciali locali permettono alle aziende straniere di portare avanti il loro business in Russia".

"Le aziende italiane - spiega la consulente Evgeniya Kravchenko - sono state rappresentate solo dalla Teco che produce macchine formatrici per vassoi, coperchi e vaschette. Gli italiani possiedono know-how tecnologico nel settore della produzione in serre, ma il mercato russo lo devono ancora conquistare, come questa fiera ha dimostrato. Le aziende italiane devono ancora esplorare tale mercato e devono trovare i distributori e gli studi di progettazione con i quali poter collaborare. Bisogna far conoscere i marchi italiani di avanguardia del settore di produzione in serra, come sono conosciuti i brand olandesi, tedeschi, austriaci. Infine, occorre cominciare a dialogare con i clienti finali per poterli convincere che l'Italia non è solo un paese di moda e di cibo, ma anche di avanzate tecnologie agricole".

Il governo russo ha posto l'obiettivo di arrivare al'85% di autosufficienza per i prodotti agricoli entro il 2024. Il clima, nella maggior parte del territorio russo, non è favorevole alla coltivazione in campo aperto, perciò le serre vengono costruite ovunque, anche nella parte centrale del paese, nella zona degli Urali, in Siberia. Dal 2014 sono stati realizzati 1.100 ettari di serre nuove grazie a 200 miliardi di rubli di investimenti. Nel 2022 devono partire alcuni progetti di costruzione di serre nuove nell'Estremo Oriente.

"Forse è arrivato il momento giusto per le aziende italiane di andare alla conquista del mercato russo?", si chiede Evgeniya.

Per maggiori informazioni
Tel.: +7 965 2442075
Tel. whatsapp: +39 345 6106411
Email: evgenia.kravchenko@gmail.com  


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