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La situazione del kiwi in Europa a meta' ottobre 2020

Le esportazioni italiane di kiwi durante l'ultima campagna commerciale si sono posizionate su volumi tra i più contenuti degli ultimi anni, a causa delle esigue produzioni che hanno contraddistinto il 2019. 

Sui mercati esteri sono state inviate circa 250.000 tonnellate di prodotto, -13% rispetto ai volumi già molto modesti dell'annata precedente, anche in questo caso caratterizzata da produzioni deficitarie. Le minori movimentazioni verso i mercati esteri seguono dunque lo stesso andamento negativo dell'offerta interna.

Positivo il posizionamento dell'export in termini di valore che ha sfiorato i 415 milioni di euro, registrando +11% sul 2018/19, attestandosi su livelli inferiori del 4% rispetto ai buoni risultati del biennio 2016/17-2017/18.

Seppur limitati, i quantitativi 2019/20 inviati oltre confine confermano l'elevata percentuale di esportazione rispetto alle produzioni, pari a circa 70%, che conferma la spiccata propensione all'export per questa referenza.

I volumi esportati, come di consueto, sono rimasti prevalentemente in ambito europeo, destinatario del 65% del totale, se si ricomprende anche Regno Unito. Alla Germania rimane il primato come mercato di sbocco, che nell'ultima campagna ha assorbito il 17% dei quantitativi; seguono la Spagna col 10%, Olanda e Francia rispettivamente con 8% e 5% e in positiva evoluzione le movimentazioni verso Belgio che sale al 9% del totale.

Accomunate da quantitativi inferiori allo scorso anno tutte le principali destinazioni, con flessioni più accentuate soprattutto nell'est Europa (Repubblica Ceca e Polonia entrambe -42%, Croazia -29%, Romania -45%, Ungheria -73%); in calo ma con diminuzioni meno ingenti i Paesi dell'Europa occidentale: Germania -10%, Spagna -23%, Regno Unito -21%, Olanda -7%, in aumento solo il Belgio (+12%).

Tra le destinazioni extra UE in ripresa i volumi indirizzati in Svizzera (+18%); tra i Paesi terzi positivo il trend verso il Brasile (+12%), contenuti ma in crescita i volumi inviati verso il Messico, in riduzione rispetto a qualche anno fa invece i flussi diretti in Nord America (USA -19% e Canada -31% sul 2018/19).

Alle minori produzioni sono corrisposte importazioni rilevanti, posizionate durante l'intero 2019 su oltre 63.000 tonnellate, incrementate del +24% rispetto al 2018 e su livelli leggermente inferiori al 2017. Responsabili dell'aumento i maggiori ingressi di kiwi greco, in particolare tra ottobre e dicembre 2019, con quantitativi appena inferiori a quelli record del 2017. Lo scorso anno il 40% degli arrivi è stato infatti rappresentato dal prodotto proveniente dalla Grecia. Pur con numeri nettamente inferiori sono aumentate anche le entrate di merce dalla Spagna.

I volumi di provenienza estera in contro stagione hanno registrato, nel corso dell'estate 2019, una flessione, nel complesso di circa il -8% rispetto al 2018 se consideriamo il totale di Nuova Zelanda, Cile a cui vanno aggiunte le riesportazioni di Belgio e Olanda. 

Nel primo semestre 2020 si segnalano entrate di prodotto superiori a quelle degli anni recenti a parità di periodo. Responsabili di questa crescita sono le più corpose movimentazioni in arrivo da Grecia, Cile, Nuova Zelanda e Spagna. 

Nello scenario europeo appaiono di crescente importanza le movimentazioni della Grecia, soprattutto in questi ultimi anni, visto il potenziale produttivo in ascesa, passato in un decennio da circa 116.000 del 2010 a oltre 270.000 tonnellate del 2020. 

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Durante la campagna 2019/20 i quantitativi diretti sui mercati esteri hanno sfiorato le 170.000 tonnellate (+18% sul biennio precedente), molto superiori alle circa 73.000 tonnellate del periodo 2009-2011. Favorevole anche l'andamento in termini di valore che raggiunge i 158 milioni di euro (+23% sul biennio precedente).

In evoluzione anche il panorama delle destinazioni elleniche, fino a qualche anno fa orientato soprattutto, oltre alla Germania, verso i Paesi dell'est e baltici come Ucraina, Polonia e Romania; recentemente di cresce la rilevanza del mercato italiano, seguita da Spagna, a cui seguono Germania e Polonia. Negli ultimi anni diventano più consistenti anche destinazioni più lontane come ad esempio l'Estremo Oriente e guadagnano d'importanza gli Stati Uniti.

I restanti paesi europei che esportano son Belgio e Olanda ma con prodotto riesportato.

Pur rimanendo su livelli contenuti, risultano in aumento le spedizioni oltreconfine della Spagna che hanno raggiunto quasi 18.000 tonnellate nel 2019/20, +18% sulla campagna precedente e diretti principalmente in Marocco e Portogallo. La Spagna è però nota soprattutto come Paese importatore, sinonimo di un consumo interno positivo; cospicui infatti i quantitativi importati posizionati nel 2019 (gennaio-dicembre), pari a circa 137.000 tonnellate, con prodotto proveniente soprattutto dall'Emisfero Sud, ma anche da Italia e Grecia. 

Per quanto riguarda il Portogallo le movimentazioni, sia in entrata che in uscita, rimangono su livelli contenuti.

Le esportazioni nelle ultime campagne commerciali hanno riguardato mediamente 15.000 tonnellate, per la maggior parte dirette sul mercato spagnolo, seguono i volumi contenuti della Francia, irrisorie le restanti destinazioni; si importano annualmente (gennaio-dicembre) circa 9.000 tonnellate provenienti principalmente da Spagna, Cile, Italia ed ultimamente anche da Grecia. 

Il kiwi francese venduto sui mercati esteri anno dopo anno risulta sempre più contenuto e nel corso dell'ultima commercializzazione l'export si è fermato a circa 10.000 tonnellate. Negli ultimi anni la Francia ha aumento le importazioni fino ad arrivare a circa 75.000 tonnellate nel biennio 2018-2019. I principali fornitori negli ultimi anni sono: Nuova Zelanda, Italia, Grecia e Cile.

Fonte: CSO Italy per FreshPlaza.IT


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