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Il 90 per cento dell'export italiano di uva da tavola alimenta i mercati Ue

Riguardo ai mercati di sbocco delle uve da tavola italiane, i Paesi dell'Unione europea hanno un peso enorme, assorbendo in media il 90% delle esportazioni complessive. Oltre alla quota detenuta dagli Stati membri, va considerata anche quella appannaggio della Svizzera, che detiene una quota del 5% e della Finlandia con un ulteriore 1%.

Il podio dei clienti dell'Italia è composto da Germania, Francia e Polonia. La Germania è saldamente in testa alla graduatoria con circa un terzo dell'export complessivo. A seguire la Francia con il 18% e la Polonia il 9%. Il Regno Unito - che uno dei principali importatori mondiali di uve - figura solo al sesto posto preceduto da Svizzera e Spagna. Tra i clienti extra europei, si distinguono alcuni Paesi del Golfo (Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Qatar), Nigeria e Sri Lanka. Di contro, USA e Canada hanno un peso trascurabile.

Per gli operatori interessati a esportare uve negli Emirati Arabi Uniti si segnala il recente report ISMEA-RRN "Esportare uva da tavola negli Emirati Arabi Uniti".

Export di uve da tavola per Paese (quantità e valore)

Fonte: elaborazioni Ismea su dati Istat - Clicca qui per un ingrandimento della tabella

Focalizzando l'attenzione sul mercato tedesco, che rappresenta il primo sbocco per l'export italiano, oltre ad essere il principale mercato di consumo dell'Ue con importazioni per circa 330mila tonnellate e una spesa di 600 milioni di euro, si osserva che le importazioni di uve negli ultimi cinque anni si sono ridotte dell'8% in quantità e del 4% in valore.

Contemporaneamente si è ridotto anche l'approvvigionamento dall'Italia, infatti, nel 2015 la quota coperta dall'Italia era del 36% mentre nel 2019 si è attestata al 32%. Le quote perse dall'Italia sono andate a vantaggio del prodotto di contro stagione proveniente dall'emisfero australe e in particolare da Sudafrica, India e Paesi Bassi che hanno incrementato la loro quota sul mercato tedesco.

I semestre 2020: +35% export uva italiana (-5,5% i prezzi)
Segnali incoraggianti arrivano dalle prime battute della campagna commerciale 2020 della produzione italiana. Le esportazioni infatti, sono aumentate del 35% rispetto al primo semestre 2019, anche se sono praticamente invariate rispetto ai livelli medi del triennio 2016-2018. Nel primo semestre del 2020, il prezzo del prodotto esportato è diminuito del 5,5%, su base annua.

L'aumento delle spedizioni ha riguardato tutti i principali mercati di sbocco europei, compresa la Svizzera. Germania, Francia, Austria, Polonia e altri Paesi dell'Europa dell'Est si sono posti in particolare evidenza.

Per maggiori informazioni: www.ismeamercati.it


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