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Riduzione a livello globale della produzione di pesche e nettarine nel 2020/21, a causa del maltempo

Si prevede che la produzione mondiale di pesche e nettarine diminuirà di 1,1 milioni di tonnellate, raggiungendo i 21 milioni di tonnellate. Le condizioni meteo avverse stanno influenzando la produzione in Cina e nell'Unione europea, i maggiori produttori di questi frutti. Ciò significa una riduzione dell'offerta globale, che a sua volta ridimensionerà il commercio mondiale.

La produzione in Cina dovrebbe scendere a 14,5 milioni di tonnellate, con un calo di 500.000 tonnellate. Il Paese è stato colpito da forti nevicate ad aprile, nella maggior parte delle province di coltivazione dei peschi, il che ha avuto un impatto sui frutti. Le esportazioni dovrebbero diminuire di un terzo, a 80.000 tonnellate. Questo è dovuto al continuo boicottaggio russo della frutta cinese importata, comprese le drupacee. La Russia è stato il terzo mercato più grande della Cina. La Russia ha imposto il divieto nell'agosto 2019, motivandolo con questioni fitosanitarie.

Si stima che le importazioni in Cina aumenteranno di oltre il 40%, fino a 38.000 tonnellate. Questo è dovuto al forte aumento delle importazioni dal Cile all'inizio della stagione delle vendite. Questo prima che le interruzioni per il Covid-19 influissero sulle spedizioni.

La produzione dell'UE dovrebbe diminuire di oltre 600.000 tonnellate, raggiungendo i 3,5 milioni di tonnellate. Questo dopo le scorte record dell'anno scorso. Ancora una volta, la colpa è del maltempo. Ha colpito Spagna, Italia, Grecia e Francia. Negli ultimi anni c’è stata una sovrapproduzione di pesche che ha portato a una riduzione della superficie coltivata in Spagna, Italia e Francia.

Gli agricoltori spagnoli hanno persino riconvertito parte della loro produzione a quella della frutta a guscio. Il calo della produzione dovrebbe far diminuire le esportazioni di 24.000 tonnellate, a 155.000 tonnellate. Ma le importazioni dovrebbero aumentare solo leggermente. Questo perché la domanda viene soddisfatta principalmente dall'offerta locale.

La produzione negli Stati Uniti dovrebbe diminuire di 26.000 tonnellate, arrivando a 691.000 tonnellate. I frutteti in Colorado e negli altri Stati della costa orientale hanno registrato dei danni, a causa delle gelate. Le esportazioni dovrebbero diminuire di 4.000 tonnellate, scendendo a 67.000 tonnellate. Ci saranno piccole spedizioni nei principali mercati del Paese, Messico, Taiwan e Australia. Anche le importazioni dovrebbero scendere fino a complessive 33.000 tonnellate. Le spedizioni cilene sono state ridotte all'inizio della stagione delle vendite.

Gli Stati Uniti possono ora esportare nettarine in Cina, in base all'accordo commerciale USA-Cina firmato nel gennaio 2020. L'Amministrazione generale delle dogane della Cina (GACC), il 26 aprile scorso, ha pubblicato un elenco che contiene i nomi degli stabilimenti di lavorazione americani autorizzati. Questo ha aperto ufficialmente il mercato ad alcune nettarine statunitensi, provenienti da cinque contee della California. Dalla pubblicazione di questi nomi, i dati commerciali mostrano che le spedizioni sono iniziate.

La produzione turca, invece, mostra una crescita per il sesto anno consecutivo. Dovrebbe aumentare di 40.000 tonnellate, raggiungendo quota 870.000 tonnellate. Questo grazie al bel tempo registrato nel Paese durante i periodi di fioritura e raccolta dei frutti. C'è una crescita parallela nelle esportazioni turche. Anche queste dovrebbero aumentare di 40.000 tonnellate.

Le esportazioni dovrebbero così raggiungere il record di 140.000 tonnellate, quasi triplicate in quattro anni. Ci sono maggiori forniture e si prevede una minore concorrenza in Russia, grazie all'assenza della Cina in quel mercato. Tale successo nelle esportazioni favorisce come ovvio ulteriori investimenti nella coltivazione di pesche e nettarine. A sua volta, ciò sta portando a un'ulteriore espansione della superficie coltivata. E' infatti anche necessario soddisfare le richieste di esportazione e di un'industria del succo in crescita.

Anche la produzione in Cile dovrebbe aumentare, ma solo leggermente. Dovrebbe raggiungere le 170.000 tonnellate, grazie alle buone condizioni di crescita e a una superficie costante. Anche le esportazioni dovrebbero crescere leggermente. Si prevede che il Cile invierà commesse maggiori in Cina, per un totale di 105.000 tonnellate.

Si prevede che la produzione del Giappone continuerà a scendere di 10.000 tonnellate, fino a totalizzare 98.000 tonnellate: il motivo è una stagione delle piogge estremamente umida.

La produzione in Australia dovrebbe aumentare di 5.000 tonnellate, rispetto alle precedenti 120.000 tonnellate. Questo grazie ad un freddo invernale e scorte d'acqua adeguati. La produzione australiana registra una modesta tendenza al rialzo dal 2017, cosa che dovrebbe continuare anche nei prossimi anni.

Questo perché gli alberi più vecchi di pesche e nettarine vengono sostituiti da varietà più nuove, con rese più elevate. Le difficoltà provocate dal Covid-19 in merito al trasporto aereo significheranno che le esportazioni saranno ridotte di 13.000 tonnellate. Questo nonostante l'aumento delle scorte. Tuttavia, il consumo interno dovrebbe salire a 109.000 tonnellate.

Le importazioni da parte della Russia dovrebbero fermare la tendenza al ribasso degli ultimi due anni. Dovrebbe esserci un leggero recupero, fino a 200.000 tonnellate. Questo grazie alle maggiori spedizioni della Turchia, che compenseranno ampiamente le forniture vietate dalla Cina.

Fonte: USDA


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