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Peter Turner – Variety Innovations B.V. & SA Kiwi Pollen

Le aziende europee sono interessate a collaborare con i coltivatori sudafricani di kiwi

Le spedizioni di kiwi dal Sudafrica aumentano ogni anno, come risultato non solo del perfezionamento dei protocolli di spedizione, ma anche di molte piccole migliorie effettuate nelle aziende, come il trasporto della frutta in camion refrigerati subito dopo la raccolta o il preraffreddamento della frutta prima del confezionamento.

"Ogni anno impariamo un po' di più e questo significa che cresce anche la fiducia che i nostri frutti arriveranno in buone condizioni, con una buona durata di conservazione e un buon sapore. Ad esempio, con Soreli l'anno scorso abbiamo avuto praticamente zero problemi all'arrivo", dice Peter Turner, direttore della Variety Innovations B.V. e SA Kiwi Pollen.

In tutto il Paese, gli agricoltori del Sudafrica sono alla ricerca di un'attività marginale, redditizia e orientata all'esportazione che, a parte i soliti mirtilli o la macadamia, spesso è la coltivazione di kiwi. A volte si tratta di aree soggette alle gelate in inverno, quindi gli agricoltori credono erroneamente che questo sia un requisito per le ore di freddo richieste dai frutteti di kiwi.

"A Waboomskraal (foto a destra) e Grabouw [nel Capo Meridionale] le giornate sono nuvolose in inverno, quindi anche se di notte non è particolarmente freddo, le temperature diurne invernali raramente superano i 12 e 16 ° C".

"A Waboomskraal e Grabouw stiamo vedendo che la qualità e i calibri dei frutti sono eccezionali. Ci sono certamente aree in Sudafrica che si trovano in posizioni ottimali e dove potremmo vedere l'industria espandersi notevolmente, con una qualità del prodotto molto elevata".

"A Waboomskraal siamo vicini ai 35- 40 ettari, e a Grabouw probabilmente non più di 15 ettari. Il potenziale sta iniziando a venire fuori e l'industria si sta spostando verso queste aree".

Il potenziale di quest'area per i kiwi è stato esplorato negli anni '80, con un boom del kiwi incentrato sulla varietà Hayward, ma alcuni dei grandi produttori di mele hanno avuto esperienze negative, e quindi c'è ancora una resistenza ai kiwi, in particolare a Grabouw.

In quegli anni, queste aree erano il ground zero della piantagione di kiwi, dice Peter, ma le basse rese ottenute sono state il risultato di una mancata corrispondenza negli impollinatori, motivo per cui queste colture si sono guadagnate la reputazione di essere "difficili". I frutteti avevano bisogno di una gamma più ampia di impollinatori e di un’adeguata gestione, e infatti alcuni di questi vecchi frutteti ora stanno raggiungendo tonnellaggi sostenibili, soprattutto per i kiwi Hayward, e sono persino molto competitivi rispetto alle mele.

Tutte le foto sono state fornite da Peter Turner

"Da quando i kiwi sono stati dichiarati un fallimento, a Grabouw sono successe tre cose: ora abbiamo una gamma completa di nuove varietà che richiedono meno ore di freddo, abbiamo le piante maschio per garantire la sincronicità dell'impollinazione e conosciamo meglio le tecniche agronomiche. Abbiamo anche assistito a un notevole miglioramento della qualità delle piante da vivaio", continua Peter.

"Vivai dedicati a White River, Mpumalanga e Waboomskraal si sono concentrati sulla produzione di piante di kiwi di alta qualità. Questo ha notevolmente migliorato le prestazioni sul campo, rispetto ai problemi del passato".

A destra: vivaio Golden Tree, White River

I nuovi coltivatori devono essere sicuri di disporre di adeguate unità di raffreddamento e di coltivare varietà collaudate, che si sono dimostrate adatte alla coltivazione locale e alla produzione commerciale.

Si è parlato molto della finestra temporale disponibile che i kiwi sudafricani hanno, prima dell'inizio di quelli neozelandesi. La domanda è forte ma, con il tempo, l'industria neozelandese chiuderà anche questa finestra, secondo Peter.

Il futuro è piuttosto collaborare con i coltivatori-commercianti dell'emisfero boreale che stanno cercando di prolungare la fornitura annuale e che vorrebbero interagire con i coltivatori sudafricani, come accade in altri settori, ma in stretta partnership, come sulle consulenze tecniche o per il marchio sull'imballaggio.

"Stiamo mettendo in contatto i coltivatori sudafricani con le aziende europee che hanno buone strategie commerciali, e buoni marchi. I sudafricani non producono ancora abbastanza, tanto da garantire una fornitura per tutto l'anno, ma ci arriveranno".

Primland, in Francia, è un'azienda di questo tipo (l'anno scorso ha registrato i migliori prezzi sui kiwi del Sudafrica, osserva Peter), mentre un partner in Italia è la AgricolliBio.

Frutteto di kiwi di Waboomskraal, dove le piante stanno attualmente uscendo dalla fase di dormienza

Ci sono coltivatori di kiwi, in altre province, che hanno avuto successo, iniziando a cercare dei terreni nel KwaZulu-Natal e nel Capo Meridionale, perché si rendono conto che il kiwi ha prestazioni infinitamente migliori in aree con un numero adeguato di ore di freddo.

Entro i prossimi cinque anni, potrebbe esserci una significativa conversione delle colture, dalle mele ai kiwi, perché i melicoltori stanno iniziando a cercare delle alternative, a causa dei cambiamenti climatici; alcune delle nuove varietà di kiwi hanno un minore fabbisogno di ore di freddo rispetto alle mele. Per inciso, Peter osserva che saranno probabilmente i vigneti del Capo Meridionale e di quello Occidentale a rimetterci.

"I kiwi sono ancora un settore limitato, ma in futuro si prevede avranno un ottimo potenziale di diversificazione per gli agricoltori che operano in aree con un numero maggiore di ore di freddo, più adatte a pomacee e drupacee".

Per maggiori informazioni:
Peter Turner
Variety Innovation B.V. & SA Kiwi Pollen
Tel: +27 82 894 5938
Email: peter@sorelikiwi.com

 


Data di pubblicazione:



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