Giacomo Suglia di APEO

Prestiti alle imprese agricole: non tutti hanno ottenuto risposte

"Considerata la situazione sanitaria ed economica che stiamo tutti vivendo ormai da mesi, le imprese avrebbero dovuto accedere facilmente ai prestiti. Invece, tutto si complica, anche quando bisognerebbe rendere le cose più semplici e immediate". Lo riferisce Giacomo Suglia, presidente dell'associazione ortofrutticola APEO, aggiungendo: "Dopo mesi di chiusura, ad avere necessità di immediata liquidità non solo soltanto gli altri settori merceologici, già messi in ginocchio dal lockdown, ma anche quello agricolo, comparto che, in realtà, non ha mai sospeso le sue attività, ma che ha dovuto comunque affrontare altre problematiche".

"Purtroppo, oltre il 50% dei produttori che richiedono un finanziamento o semplicemente delle informazioni al riguardo non hanno neppure delle risposte da parte degli istituti di credito. Questi ultimi, piuttosto che adeguarsi alla situazione emergenziale adottando requisiti di accesso straordinari, richiedono ancora soglie e criteri ordinari per erogare il credito richiesto".

"Le imprese agricole, a differenza di altre, si ritrovano a vivere ogni ciclo produttivo con molta apprensione. Infatti, non soltanto devono sostenere le spese correnti di gestione, in attesa della vendita delle produzioni agricole aziendali, ma devono anche sperare che eventi climatici estremi non vadano a distruggere i raccolti, proprio come è accaduto quest'anno per molte coltivazioni dal nord al sud del Paese".

Foto d'archivio.

"In questi ultimi periodi, diverse sono state le aziende agricole che hanno fatto richiesta di mezzi finanziari per affrontare le conseguenze della crisi da Covid-19 (e non solo). Esse, infatti, si rivolgono al sistema bancario non soltanto perché hanno dovuto subire un calo delle rese produttive a causa del clima sfavorevole, ma anche perché, non avendo avuto significativi introiti, sono state costrette a richiedere finanziamenti a breve termine per poter sostenere e programmare le nuove campagne, rinunciando all'acquisto di nuove attrezzature e macchinari mediante prestiti a medio e lungo termine".


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