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Se Agea vieterà l'accesso ai sistemi informativi a guadagnarci saranno le associazioni di categoria

Duemila professionisti del mondo dell'agricoltura rischiano il lavoro

Tra Agea e professionisti è ormai guerra aperta. "E questo perché Agea – afferma Luciano Mattarelli esperto fiscale, in materia agricola, di fama nazionale - sembra aver deciso, in maniera piuttosto risoluta, che, a partire dal mese di settembre 2020, solo i lavoratori subordinati dei CAA potranno accedere ai sistemi informativi (come, ad esempio, il SIAN) dell'organismo pagatore. Ciò, invece, non sarà più possibile per i liberi professionisti".

Se tale intendimento dovesse realizzarsi, infatti, gli effetti sarebbero consistenti e paradossali. Tuttavia è importante provare a capire come si è arrivati a tale proposta. "Occorre tenere presente che esistono professionisti che operano in maniera poco corretta, che negli anni hanno abusato del loro ruolo – precisa Mattarelli (foto a lato) di consulenzaagricola.it- ed è giusta la necessità degli enti pagatori di difendersi dalle azioni di tali soggetti. La soluzione, però, non può essere quella di mettere fuori pista le migliaia di operatori che svolgono il loro lavoro con serietà e dedizione, nel rispetto delle regole e forti di una formazione specifica che, molto spesso, non si ritrova nei famosi "lavoratori subordinati" messi al centro dalla nuova proposta di Agea".

Foto: il sole24ore

Se la scelta fosse portata avanti rischiano il lavoro almeno 2000 professionisti. "In tutto questo, poi, ci sono le associazioni di categoria, che sono parte decisamente interessata in questa diatriba. Per le associazioni, infatti, la messa dei professionisti dell'agricoltura fuori da gran parte della partita relativa alle domande, significherebbe recuperare ampie quote di mercato, che porterebbe così a ristabilire una posizione di oligopolio sui servizi alle aziende agricole".

La situazione è seria e non solo per i professionisti che potrebbero trovarsi presto senza lavoro, ma anche per le aziende. "Questa situazione, infatti, potrebbe incentivare un massivo utilizzo delle cosiddette utenze internet, ossia degli accessi aziendali che potrebbero essere utilizzati, in via sostitutiva, da parte dei professionisti esclusi dalla convenzione. Attenzione però: al di là delle criticità legate alla privacy per la circolazione di password e di dati sensibili, eventuali problemi nella compilazione delle domande potrebbero avere effetti dirompenti" conclude l'esperto.