Rinviata a data da destinarsi la missione Omnibus negli Emirati e in Arabia Saudita

Il comitato esecutivo del Bureau international des expositions (BIE) "ha recepito all'unanimità la richiesta del governo degli Emirati Arabi Uniti di rinviare Expo 2020 Dubai e mantenerne la denominazione attuale". 

Lo rende noto il Commissariato generale di sezione dell'Italia per l'Expo 2020, sottolineando che il BIE, l'organo di governo delle esposizioni universali, "ha anche chiesto ai Paesi membri di esprimersi sulla proposta di rinvio per una decisione finale".

L'Italia, che fa parte del comitato esecutivo, "ha confermato l'importanza della partecipazione del Paese all'evento nel 2021". Considerata l'impossibilità di svolgere un'assemblea generale a causa della pandemia di Coronavirus, il BIE ha chiesto agli Stati "di esprimere il loro voto sulla proposta a partire dal 26 aprile ed entro il 29 maggio. Se la mozione riceverà il sostegno di almeno due terzi dei votanti, l'esposizione universale slitterà di un anno: si terrà dal primo ottobre del 2021 al 31 marzo del 2022".

La notizia, diffusa il 21 aprile dall'agenzia Askanews, segue quanto aveva riportato l'Ansa l'8 aprile: "Il governo degli Emirati Arabi Uniti ha ufficialmente fatto richiesta il 30 marzo di rinviare di un anno l'Expo 2020 Dubai che doveva aprirsi il prossimo ottobre. Le date proposte sono 1 ottobre 2021 - 31 marzo 2022". 

Per quanto tecnicamente ci sia tempo sino al 29 maggio per la conferma ufficiale del rinvio di Expo Dubai al 2021, la decisione è praticamente presa. Di conseguenza, essendo strettamente legata allo svolgimento dell'Expo, la missione Omnibus negli Emirati Arabi e in Arabia Saudita, riservata agli esportatori italiani di ortofrutta fresca e di IV Gamma, programmata dal 25 al 29 maggio prossimi è rinviata - come del resto era prevedibile data la situazione italiana e internazionale - a data che sarà trasmessa entro il primo settembre prossimo. Le aziende che si sono già iscritte - alcune sono grossi nomi del settore ortofrutticolo italiano - hanno facoltà di recedere dall'adesione fino al primo settembre prossimo.

Gli interlocutori arabi, informati della decisione, l'hanno ritenuta saggia e rispettosa della sicurezza sanitaria di tutti in un momento in cui l'epidemia e il conseguente allarme non sono ancora scemati e non si hanno previsioni certe sul ritorno alla normalità. Importatori e distributori arabi hanno espresso la volontà di riprendere i rapporti e di fissare gli incontri con gli esportatori italiani non appena possibile. Omnibus nel frattempo manterrà attivi tutti i rapporti in essere.

Per informazioni: missioni@omnibuscomunicazione.net


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