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Dichiarazione di Tim O'Mally della Nationwide Produce

Una gigantesca crisi di manodopera si profila sulla Gran Bretagna post-Brexit

"Con le ultime politiche adottate dal Ministero degli interni del Regno Unito, è difficile sapere da dove iniziare per bloccare efficacemente la manodopera a bassa specializzazione proveniente dall'Europa".

E' quanto ha osservato Tim O'Mally della associazione ortofrutticola britannica Nationwide Produce.

"Potremmo iniziare dall'ipocrisia. Nel 2018, il Comitato consultivo per le migrazioni (un ente pubblico che fornisce consulenza al governo su questioni relative alla migrazione promossa dal Ministero degli interni) ha scritto una relazione sull'impatto della migrazione dello Spazio economico europeo nel Regno Unito. Non vi annoierò con tutti i dettagli, ma in sintesi:

  • Nessuna prova che dimostri che i migranti dell'UE riducano i salari o occupino i posti di lavoro dei britannici. Nessun calo nella formazione o selezione dei lavoratori britannici
  • Produttività - i migranti dell'UE tendono ad essere molto produttivi - lavorano di più rispetto ai lavoratori britannici
  • Fiscalità e benefici: in generale, i migranti dell'UE ogni anno versano 2.300 sterline in più di quante ne guadagnino, quindi non rappresentano un esborso di risorse pubbliche. In totale, ogni anno vengono aggiunti nelle casse fino a 4,7 miliardi di sterline.

Esiste un onere del servizio pubblico?

NHS - I migranti dell'UE sono contribuenti netti invece che percettori. Tendono a essere giovani e sani.

  • Scuole: i bambini migranti nell'UE tendono ad avere grandi risultati e non ci sono prove che abbiano in qualche modo danneggiato il risultato dei bambini britannici
  • Crimine - nessun effetto significativo sui tassi di criminalità
  • Social Housing –Prove minime indicano che i migranti nell'UE fanno aumentare i prezzi delle case.

Quindi, i migranti dell'UE sono una forza positiva? Sembrerebbe proprio così, ma le raccomandazioni del rapporto ministeriale sono state che bisognerebbe consentire un più ampio accesso ai lavoratori altamente qualificati, e limitare severamente l'accesso a quelli scarsamente qualificati che guadagnano meno di 30.000 sterline all'anno. La Road Haulage Association ha definito la proposta 'ignorante ed elitaria' ".

"Suppongo che dovremmo anche ringraziare che il governo abbia abbassato la soglia a 25.600 sterline, ma il problema persiste: dove troveremo la manodopera che serve al nostro settore? Non accetto l'argomento secondo cui paghiamo di più gli inglesi. Ecco una dichiarazione su cui riflettere:

"I lavoratori britannici sono tra i peggiori oziosi al mondo - troppe persone in Gran Bretagna preferiscono mentire che lavorare duramente"

"Chiunque gestisca un impianto di confezionamento o assuma manodopera in agricoltura sarà d'accordo con questa affermazione. Abbiamo un impianto di confezionamento di cipolle a Lincs. Lavorare a una fredda e polverosa linea di produzione che raccoglie cipolle marce non è il lavoro più bello, ma qualcuno deve pur farlo. La nostra percentuale di manodopera che si sposta dell'Europa dell'Est, oscilla tra il 90 e il 100%. Gli inglesi non vogliono fare questo tipo di lavoro. Quindi, tornando alla precedente affermazione, a mio avviso non è mai stata detta una frase più veritiera. Ma chi l'ha detto? E' tratta da un libro chiamato Britannia Unchained, scritto da cinque parlamentari conservatori tra cui Dominic Raab, il segretario agli affari esteri e Priti Patel, il segretario agli affari interni. Nessuno ha inventato niente!".

"Di recente sono stato negli Stati Uniti, dove l'argomento principale è stata la manodopera. Poiché Trump ha limitato il flusso di lavoratori dal Messico, le tariffe salariali sono aumentate di circa 18 dollari all'ora. Ma offrire agli americani più soldi non è la soluzione, mi hanno detto. Gli americani, come gli inglesi, semplicemente non vogliono fare lavori agricoli/di imballaggio, provocando così solo una carenza di manodopera e un aumento dei costi".

"Penso che l'inevitabile impatto a medio e lungo termine di questo modo preconcetto di ragionare sia quello di andare a produrre all'estero. Importiamo già il 67% della nostra frutta e verdura fresca, una percentuale che rischia solo di aumentare. Nel Regno Unito, la produzione di verdure è già in una fase in cui il produttore britannico sta ottenendo rendimenti minimi, se non negativi. Una politica come questa indurrà molti coltivatori a pensare "Ho cose migliori da fare con il mio tempo, con il mio terreno e con i miei soldi che coltivare verdure". L'ironia è che il governo sta spingendo per la neutralità delle emissioni di carbonio, sostenendo una politica che porterà inevitabilmente a un aumento delle importazioni (e dunque delle emissioni)".

"Qual è la soluzione? La robotica / meccanizzazione è quella più ovvia, ma si sviluppa lentamente, mentre il problema è già alle porte e nel giro di pochi mesi, non di anni, subiremo un duro colpo da questa politica del governo. Non credo che le pressioni politiche spingeranno il governo a cambiare idea. L'agricoltura rappresentava circa il 6% del PIL nel dopoguerra - attualmente siamo a circa lo 0,6%, il che ci rende marginali. E' evidente che per il nuovo sistema basato sui punti, proposto dal governo, sono disponibili punti cruciali extra per lavorare in un settore con carenze, come in infermieristica, ingegneria civile, psicologia e danza classica, ma non si fa alcun cenno all'agricoltura. Quindi penso che dobbiamo essere realistici, accettarlo, e soprattutto fare un bilancio adeguato e di conseguenza addebitare sui clienti i costi aggiuntivi. Dobbiamo invertire la tendenza e iniziare ad allontanare l’inflazione per i prodotti ortofrutticoli. Concludiamo con una nota di chiarezza: forse questa è la scusa che stavamo cercando per respingere i migranti e poter dire impunemente 'quando è troppo è troppo!' ".

Per maggiori informazioni: 
Tim O'Malley
Nationwide Produce PLC
Email: tim@nationwideproduce.com 
www.nationwideproduce.com


Data di pubblicazione:



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