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Repubblica Dominicana: un nuovo regolamento UE minaccia l'export delle banane bio

Secondo Julio Cesar Estevez Guzmán, direttore esecutivo dell'Associazione dominicana dei produttori di banane (Adobanano), i cambiamenti apportati dall'Unione Europea ai protocolli d'importazione delle banane potrebbero minacciare la sostenibilità della produzione dominicana. Il 14 gennaio il paese ha notificato che, a partire dal 3 febbraio 2020, il certificato di controllo (IOC) che deve accompagnare il carico di banane dovrà essere consegnato al porto prima della partenza della nave.

A oggi tale certificazione è gestita e inviata all'acquirente dai 5 ai sei giorni dopo avere terminato di caricare i container e, come spiega Estevez Guzmán, le procedure non permettono di abbreviare tali scadenze per adeguarsi ai nuovi requisiti.

Secondo lui, l'imballaggio e l'assemblaggio del carico richiedono 5 giorni. Una volta che la produzione di banane viene imballata e viene emessa la fattura, l'esportatore deve inviarla a un ente certificatore al di fuori del paese, che poi ha fino a 2 giorni per effettuare le verifiche ed emettere la certificazione. Siccome la nave non resta per 36 ore nel porto, il direttore teme che la frutta resterà sulla banchina perché la certificazione IOC non arriverebbe in tempo.

L'altra opzione sarebbe inviare il carico senza certificazione e vendere la produzione biologica come se fosse convenzionale: ciò comporterebbe una perdita di prezzo di almeno 2 dollari per ogni cartone da 18,14 kg. Secondo i dati di Adobanano, che riunisce 1.800 produttori in tutto il paese, il paese esporta quasi 380mila cartoni di banane alla settimana, l'80% dei quali è rappresentato da prodotto bio.

Il presidente di Adobanano lamenta che, oggigiorno, secondo le disposizioni UE, i produttori di banane dovrebbero adottare un nuovo schema di raggruppamento per le certificazioni, dato che dal 2021 ogni produttore che abbia più di 5 ettari dovrà avere una certificazione d'esportazione. Attualmente, i produttori che hanno fino a 30 ettari in produzione possono riunirsi sotto la stessa certificazione d'esportazione. Una certificazione ha un costo di circa 1.500 dollari all'anno.

Fonte: diariolibre.com 


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