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Intervista all'avvocato Gualtiero Roveda

Ortofrutta e corruzione, un fenomeno ancora esistente

E' sempre più diffusa la consapevolezza che l'impresa, oltre a una dimensione economica e giuridica, abbia anche una dimensione etica. L'azienda non è, infatti, un'entità a sé stante, ma un'organizzazione che vive di rapporti e di relazioni con una serie di attori sociali, con i quali condivide degli interessi. Questi ultimi sono i cosiddetti stakeholders (portatori d'interesse) cioè quei soggetti, sia interni sia esterni all'organizzazione aziendale, che sono influenzati o influenzano l'attività imprenditoriale, ad esempio nell'ambito dei rapporti con i fornitori per la ricerca e l'acquisto delle materie prime, delle relazioni coi propri clienti durante la vendita, il pagamento dei beni o servizi.

E' di questo segno la severa normativa che sanziona penalmente il reato di corruzione tra privati. Approfondiamo l'argomento con l'avvocato Gualtiero Roveda, consulente di Fruitimprese.

FreshPlaza (FP): La repressione della corruzione tra privati è sempre stato un tema sensibile in ambito internazionale. Da qualche tempo, anche l'Italia sembra aver dato un giro di vite in materia.
Gualtiero Roveda (GR): E' vero. Analisi economico-sociologiche del fenomeno corruzione hanno, infatti, evidenziato che la repressione della corruzione pubblica deve perseguirsi anche attraverso azioni di contrasto alla corruzione privata, in quanto parimenti espressioni del medesimo modello culturale negativo. Nella nostra organizzazione sociale, per troppo tempo, sono stati percepiti con una sorta di indulgenza fenomeni di corruttela, immoralità, clientelismo.

FP: Qual è il comportamento vietato dalla normativa in questione?
GR: Quello di chi, anche per interposta persona, in ragione del proprio ruolo aziendale, sollecita o riceve, per sé o per altri, denaro o altra utilità non dovuti, o ne accetta la promessa, per compiere o per omettere un atto in violazione degli obblighi inerenti al suo ufficio o degli obblighi di fedeltà.

FP: Sono previste sanzioni penali anche per il corruttore?
GR: Sì. E', infatti, punito chi, anche per interposta persona, offre, promette o dà denaro o altra utilità non dovuta a persone con ruolo di rilievo in un'altra impresa.

FP: Il settore ortofrutticolo è interessato al fenomeno?
GR: Certamente. L'esempio classico è quello del venditore che offre o promette denaro o anche, più comunemente, semplici regalie per ottenere che la propria azienda sia scelta come fornitrice, a discapito del regolare regime della concorrenza.

FP: Le pene sono severe?
GR: Sì, la violazione è punita con la reclusione. Inoltre, del reato non risponde solo il responsabile, ma anche la società per cui lavora, in quanto l'illecito in esame è inserito tra i reati presupposto previsti dal D. Lgs. 231/01.

Le imprese sono, pertanto, tenute a vigilare sulla possibilità che il proprio organico ponga in essere comportamenti a rischio di contestazione. Al reato in esame, oltre alle rilevanti sanzioni pecuniarie, si applicano anche le sanzioni interdittive a carico delle imprese, tra le quali:

1) l'interdizione dall'esercizio dell'attività;
2) la sospensione o la revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell'illecito;
3) l'esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l'eventuale revoca di quelli già concessi.


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