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L'avvocato Gualtiero Roveda spiega di cosa si tratta e le opportunita' per le imprese ortofrutticole

Blockchain e ortofrutta, binomio possibile

Un argomento che rappresenta non solo il futuro ma anche il presente: il binomio blockchain-ortofrutta che, ai più, può sembrare azzardato, ma appare così per l'avvocato Gualtiero Roveda consulente di Fruitimprese.

"La Blockchain, tecnologia utilizzata da Bitcoin e dalle altre criptovalute – ha esordito Roveda - è da molti considerata l'innovazione più importante degli ultimi dieci anni ed è oggetto di grande attenzione da parte di governi, istituti di credito e imprese, che hanno già investito oltre 250 miliardi di dollari in progetti che la riguardano. Anche il settore alimentare è molto interessato a questo nuovo strumento".

L'avvocato Gualtiero Roveda ha svolto il suo intervento all'assemblea di Fruitimprese Veneto il 6 dicembre 2019

La sua applicazione consentirebbe, infatti, di tenere traccia dei prodotti ortofrutticoli e dei processi da essi subiti, attraverso tutti i passaggi della filiera; di diminuire le possibilità di errore e manomissione dei dati, che potrebbero verificarsi in un sistema non informatizzato; di migliorare l'efficienza complessiva dei processi di supply chain, grazie alle maggiori informazioni di cui si può disporre; di fornire una notevole quantità di dati al consumatore finale; di agevolare le attività di controllo; di aumentare l'efficacia dei protocolli di recupero dei dati in caso di situazioni critiche per la sicurezza alimentare.

La blockchain consiste in un sistema informatico che consente lo scambio di valori, immune da attacchi esterni e dal rischio di replica, marcato temporalmente, trasparente e assolutamente tracciabile.

Roveda ha continuato dicendo: "In pratica, costituisce un registro pubblico di tutte le transazioni che avvengono nella rete, utilizzando la tecnologia in esame. La blockchain consente di inserire una certa informazione in un sistema di blocchi costituito da codici, legati l'uno all'altro in un registro elettronico inalterabile, consultabile da chiunque perché replicata liberamente su migliaia di server in rete. I dati sono impressi nella catena in modo indelebile, come scolpiti nella pietra, praticamente impossibili da modificare. Le applicazioni possono essere infinite: dalla certificazione delle proprietà immobiliari e delle transazioni commerciali alla tracciabilità degli alimenti, dei rapporti di lavoro, ai processi amministrativi".

Gualtiero Roveda

Tra il 2017 e il 2018 sono più che raddoppiati i casi di applicazione di questa tecnologia nel settore alimentare. Gli stakeholder guardano con fiducia alla garanzia di non modificabilità delle informazioni che le piattaforme blockchain offrono.

"Il primo a chiedere ai propri fornitori tale sistema – ha concluso l'avvocato - è stato il gruppo Carrefour, che nel 2018 ha posto in vendita il primo pollo tracciato mediante blockchain e che ora ne ha esteso l'applicazione a diversi altri articoli, tra cui agrumi e uova. Anche il Consorzio Arancia Rossa di Sicilia IGP ha costituito una piattaforma di tracciabilità basata sulla tecnologia blockchain. Il consumatore finale potrà conoscere in dettaglio tutta la storia del prodotto acquistato, semplicemente scansionando il bollino presente su ogni cassetta o retina, tramite un'apposita App su smartphone".