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Visita in due aziende dell'Emilia Romagna

Esperienze positive nell'uso di reti monofila anti-cimice asiatica

Non tutti i sistemi di reti per la protezione contro gli insetti sono uguali. Le reti, da sole, non bastano per una difesa efficace; molto importante è la gestione delle medesime. Lo afferma il tecnico Gianni Gasperoni il quale vanta dieci anni di esperienza su questo fronte.

"Dopo tanti anni di prove - afferma Gasperoni de l'Agrotecnica - credo di poter dire con una certa sicurezza che le reti monofila sono un'ottima soluzione. Occorre però gestirle bene, coprendo al momento giusto, con le corrette accortezze durante i trattamenti. Serve tanta precisione durante il lavoro di chiusura e di gestione durante la stagione".

Gianni Gasperoni

Insieme a Gasperoni, abbiamo visitato due aziende agricole situate nel territorio comunale di Cesenatico. La prima azienda è quella di Pio Paganelli, che lo scorso anno ha collocato reti monofila su un ettaro di pera William.

"Nel 2018 avevo avuto un 10-15% di danno, quindi ho deciso di coprire questa varietà, perché è molto sensibile. Ho avuto l'accortezza di chiudere le file, cioè di abbassare le reti, il 12 maggio, cioè abbastanza presto. Ci vuole molta attenzione, occorre stare attenti a chiudere bene. Inoltre i cappucci che fermano le reti nei pali devono essere riempiti con materiale inerte, in modo che non fungano da rifugio per gli insetti".

Pio Paganelli

"Quest'anno, le varietà rimaste fuori rete - continua Paganelli - hanno registrato un 30% di danno da cimice, mentre la pera William praticamente zero. Ho effettuato un trattamento insetticida come da disciplinare, facendo molta attenzione a procedere lentamente perché il prodotto deve oltrepassare le maglie della rete. Per mia esperienza, posso dire che la rete monofila è molto utile".

Gasperoni sottolinea che non esiste una soluzione magica contro la cimice asiatica, ma occorre integrare più sistemi. Lui consiglia "reti monofila, molto più efficaci del monoblocco, gestione dell'atomizzatore in maniera adeguata e massima cura nella chiusura delle reti".

Circa l'atomizzatore, occorre diminuire la velocità a 5 km/h e, se possibile, usare una macchina che crei un flusso tangenziale, in modo che le gocce nebulizzate affrontino la rete non in maniera perpendicolare, perdendo efficacia, ma in maniera diagonale. Gasperoni ha seguito diverse prove eseguite dalla ditta Bulzoni.

Un'altra azienda visitata è la Santerini, sempre in zona Cesenatico, specializzata nel comparto pere. Qui sono stati coperti con rete monofila 10 ettari di pere Abate su un impianto totale di 16 ettari. L'azienda nel complesso è più di 30 ettari. Il danno da cimice è pressoché pari a zero. "E' un insetto furbo - spiega il capo-operai di Santerini - pare quasi che sorvegli le tue mosse per ingannarti alle spalle. Noi facciamo molta attenzione quando chiudiamo le reti, in modo da non permettere l'entrata di alcun insetto".

Mele danneggiate da cimice

Ultimamente, le reti monofila vengono dotate, nella parte alta, di un rinforzo che serve sia a evitare la penetrazione da parte dei rami, sia a far scivolare via una parte della pioggia, così da ridurre i danni da Alternaria.

Contatti
L'Agrotecnica
Via Massa 1530
47020 Longiano (FC)
Tel.: (+39) 0547.54044
Email: lagro@lagrotecnica.com


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