La situazione di pesche e nettarine a ottobre 2019

Dopo un deficitario 2018, con le produzioni ritornate nella norma nei Paesi europei si prospettava un'estate intensa; le stime posizionavano l'offerta europea di pesche-nettarine (escluse percoche) su poco meno di 3,1 milioni di tonnellate, +10% rispetto ai volumi dello scorso anno. In Italia la disponibilità di pesche e nettarine prevista vedeva quantitativi tutt'altro che eccedentari, con 1,2 milioni di tonnellate, +12% rispetto al 2018, ma inferiori -5% rispetto alla media del triennio 2015-17, ridimensionamento che, negli ultimi anni, è dettato da una generale diminuzione delle superfici, più accentuata nelle regioni settentrionali.  

Le premesse erano favorevoli anche per quanto riguarda la scalarità delle raccolte in Italia, prevedendo già ad inizio campagna l'assenza di accavallamenti produttivi tra Sud e Nord; nello svolgimento della campagna si è poi confermato un primo picco produttivo di inizio luglio non particolarmente elevato, seguito da entrate con volumi più cospicui ad inizio agosto. 

Le prime raccolte di provenienza meridionale hanno mostrato però un inizio di stagione poco brillante, al di sotto delle aspettative, complici le frequenti piogge di maggio ed i successivi fenomeni metereologici che non hanno favorito l'avvio di campagna. Poco dinamico il collocamento del prodotto sui mercati esteri, se non a quotazioni più contenute rispetto alle aspettative; la concorrenza della Spagna sui nostri stessi mercati europei di riferimento, con quantitativi ritornati nella norma anche nelle loro zone più precoci, ha limitato sin da subito l'interesse per il prodotto italiano che, allo stesso modo, ha scontato la forte presenza della Grecia sui mercati dell'Est-europeo.

La pressione sulle quotazioni è stata presente fin dalle prime settimane di commercializzazione e si è protratta fino alla fine. Per tutta la campagna le vendite destinate all'export sono proseguite all'insegna della tranquillità e dirette prevalentemente alla clientela abituale per la programmazione stabilita; per i volumi rimanenti si è resa necessaria un'adeguata selezione delle forniture cercando di mantenere le quotazioni su livelli consoni all'offerta presente, spesso a scapito delle vendite.

La richiesta di prodotto è rimasta infatti sempre correlata alla maggior economicità del prodotto anche in corrispondenza dei periodi di minori apporti e i listini sono proseguiti lineari, senza il consueto rialzo finale che solitamente caratterizza la fase finale della stagione. Anche durante le ultime settimane di commercializzazione, quando le raccolte erano ormai terminate e la frammentazione dell'offerta in calo, la domanda è rimasta poco vivace, anche a causa della persistenza del prodotto spagnolo sui vari mercati le cui produzioni tardive, già da diversi anni, sono presenti sui mercati fino a fine settembre.

Già da inizio settembre inoltre, viste anche le temperature in calo, l'attenzione della clientela ha teso a favorire le primizie autunnali, a scapito di pesche e nettarine. 

Il finale di campagna poco vivace offre uno spunto di riflessione sulla situazione produttiva europea e sulla rappresentatività di ogni Paese. Il potenziale produttivo di pesche-nettarine a livello europeo è risultato in lieve crescita rispetto a qualche anno fa, passato da 2,8 milioni di tonnellate dei primi anni 2000 fino al 2011, poi salito recentemente su oltre 3 milioni di tonnellate. 

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Negli ultimi anni al ridimensionamento dei quantitativi di prodotto italiano e francese è corrisposta però la forte crescita della Spagna e un lieve aumento della Grecia.

Per queste ragioni appaiono evidenti le ripercussioni sui mercati esteri per il prodotto italiano, vista la crescente presenza del prodotto spagnolo sui nostri stessi mercati di riferimento europei.

Inoltre in Italia alla diminuzione produttiva è corrisposta una contrazione dei volumi esportati passati dalle 420.000 tonnellate del 2005 a meno di 230.000 tonnellate nel biennio 2016-2017, scesi nel 2018 per le scarse produzioni. 

In progressiva crescita sui mercati esteri invece il prodotto spagnolo, nel 2005 posizionato sugli stessi livelli italiani di 420.000 tonnellate, salito successivamente fino a oltre 930.000 tonnellate nel 2017 ed in calo nel 2018 per la disponibilità contenuta.

Fonte: CSO Italy per FreshPlaza.IT


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