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Si e' svolto in Ministero un incontro per discutere di questo flagello

Cimice asiatica: 350 milioni di euro di danni solo per pere, pesche e nettarine

"Valutiamo positivamente la riunione di ieri 26 settembre sull'emergenza cimice asiatica, perché finalmente è emersa in tutta la sua gravità la dimensione del fenomeno e ci si è potuti rendere conto, dati alla mano, degli enormi danni creati alle colture, che ammontano, secondo le stime elaborate dal CSO - Centro Servizi Ortofrutticoli, a oltre 350 milioni di euro solo per pere, pesche e nettarine e a 486.000 giornate di lavoro andate in fumo, compreso anche l'indotto". Così Davide Vernocchi, coordinatore del Settore Ortofrutticolo dell'Alleanza Cooperative Agroalimentari, commenta gli esiti dell'incontro svoltosi ieri 26 settembre al Ministero delle politiche agricole con le regioni per affrontare l'emergenza causata dai danni della cimice asiatica e delle patologie connesse ai cambiamenti climatici.

"Speriamo adesso che si apra uno spiraglio – prosegue Vernocchi -  perché molte aziende ortofrutticole sono a rischio chiusura e probabilmente non riusciranno a continuare la loro attività. A nostro avviso, è opportuno operare su tre fronti: individuare misure di sostegno immediato alle aziende con piani straordinari; far sì che le aziende dispongano di strumenti efficaci per la difesa già a partire dalla prossima campagna; avviare collaborazioni con la ricerca per individuare percorsi sostenibili nel rispetto dell'ambiente".

Confagricoltura: fare squadra contro il flagello che minaccia le campagne
Confagricoltura esprime apprezzamento per l'intervento del Ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova al tavolo con le Regioni, che ha sottolineato la gravità del problema della cimice asiatica, manifestando la volontà di costruire le azioni comuni necessarie per affrontarlo.

La questione della cimice asiatica, all'ordine del giorno anche del comitato direttivo di Confagricoltura che si è tenuto martedì scorso, preoccupa molto gli imprenditori agricoli delle regioni del Nord d'Italia. Un vero e proprio flagello che rischia di affossare il settore ortofrutticolo. Sono molte le aziende che minacciano di estirpare i frutteti, dove le perdite vanno dal 40 al 100 per cento della produzione, se non si troveranno soluzioni veloci ed efficaci.

"Per questo - sostiene il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti - è necessario lavorare in squadra con le Istituzioni nazionali e regionali, per affrontare questa emergenza che, come ha sottolineato il ministro, ormai non è più regionale, bensì nazionale ed europea".


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