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Conad cresce del 3,5% in un mercato che arretra al -1%

Conad ha chiuso il 2018 con un fatturato della rete di vendita di 13,5 miliardi di euro, 500 milioni in più rispetto all'anno precedente (+3,5%), un quota di mercato del 12,9% (0,4 punti percentuali in più, fonte: GNLC II semestre 2018) e 56.005 addetti, con 3.243 nuovi occupati. Si rafforza la leadership nei supermercati con una quota del 22,4%, superiore di 0,8 punti percentuali a quella del 2017 (fonte: GNLC II semestre 2018).

In crescita anche il patrimonio netto aggregato, che raggiunge i 2,5 miliardi di euro (+6,8% rispetto al 2017) e consente di affrontare con la necessaria solidità economica un piano di investimenti 2019-2021 di 1,3 miliardi di euro, di cui 530 milioni nel corso del 2019.

"Abbiamo ottenuto ottimi risultati in una fase di perdurante difficoltà per il Paese, riconducibili al nostro modello imprenditoriale di dettaglianti indipendenti associati in cooperativa e alla capacità di essere costantemente impresa per la comunità, vicina alle persone là dove vivono e fanno acquisti", commenta l'amministratore delegato di Conad Francesco Pugliese. "Nel sistema Conad ci sono uomini e donne capaci di interpretare ruoli importanti e che lavorano per fare sviluppo; dobbiamo trasmettere gli stessi principi e motivazioni anche ai nuovi soci, coloro che daranno gambe e intelligenza al nostro futuro, nella relazione con il cliente così come nel legame con territori e comunità".

Conad vive una crescita costante da dieci anni, passando dai 9,3 miliardi di euro di fatturato (2009) agli attuali 13,5 miliardi – con una crescita di oltre il 45,2% – e da una quota di mercato del 9,9% (2010) al 12,9% (fonte: GNLC II semestre 2018). La crescita conferma la validità del modello imprenditoriale cooperativo, in cui a fare la differenza è la presenza capillare del socio imprenditore sul territorio, che ha consentito di affrontare la crisi economica limitandone gli effetti e di creare occupazione: dal 2014 sono 8.623 i nuovi occupati nel sistema Conad.

Un modello ancor più valido nei comuni con meno di 5 mila abitanti che coprono il 70% del territorio nazionale, ma sono abitati solo da dieci milioni di persone (un sesto della popolazione). Comuni in cui sta venendo meno quel vicinato di responsabilità e di servizio che la moderna distribuzione stenta a svolgere.

Conad è presente in questi piccoli comuni di 19 regioni con 515 punti di vendita – il 16,2% della propria rete – che hanno un'incidenza del 7,5% sul fatturato complessivo del gruppo. Non è solo l'interesse economico a tenere, dunque, ancorati i soci imprenditori a tali realtà, né è solo una vicinanza fisica. E', invece, il ruolo sociale che questi negozi sono in grado di assolvere, in larghissima parte di piccole dimensioni, di vicinato (486 tra Conad, Conad City e Margherita Conad), in cui fare la spesa è soprattutto un'occasione per incontrarsi e parlare di quanto accade in quelle piccole realtà. Una presenza che va oltre il rapporto tra il venditore e chi fa la spesa, sostenuta da un'organizzazione imprenditoriale che crea sinergie in grado di assicurare un servizio di vicinato.

Conad opera in tutte le regioni italiane con 3.174 punti di vendita (25 in più rispetto al 2017) che coprono tutti gli attuali format della moderna distribuzione: 25 Conad Ipermercato, 231 Conad Superstore, 1.099 Conad, 462 Margherita Conad, 970 Conad City, 237 Todis (discount), 20 Sapori&Dintorni e 130 con altre insegne. A questi si aggiungono 134 parafarmacie, 39 distributori di carburanti, 15 Ottico e 26 PetStore.

Da segnalare la crescita degli ipermercati, che, ad aprile 2019, a rete omogenea incrementano gli incassi su aprile 2018 dello 0,3% e il numero degli scontrini, aumentati dello 0,9%. Risultati ancora più evidenti a rete assoluta, comprendendo i 6 ipermercati del gruppo Finiper situati lungo la costa adriatica oggetto dell'operazione di affitto di ramo d'azienda a fine 2018 e con il cambio di insegna attivo all'inizio dell'anno in corso: +15,1% di incassi e +16,8% di scontrini.

Prosegue il trend positivo della marca, che si attesta a 3,5 miliardi di euro di fatturato (in crescita del 7% rispetto al 2017) e con una quota di mercato al 29,2% (9,1 punti percentuali sopra la media Italia, fonte: IRI). Marca capace di intercettare i bisogni del cliente – dal food (biologico, senza lattosio, vegano…) al benessere e alla cura della persona – e di innovare l'offerta dando risposta a nuove abitudini di acquisto e di consumo con sempre più identità, posizionamento, relazione e cultura alimentare.


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