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Agricoltura biodinamica: alla ricerca di conferme scientifiche

Considerata da molti italiani come una tipologia di coltivazione biologica estrema ed esoterica, l'agricoltura biodinamica assume connotati decisamente più positivi all'estero, Germania in primis.

Il rifiuto di prodotti chimici per fertilizzare il suolo e alcune pratiche colturali per proteggere le piante (ispirate alle teorie del filosofo Rudolf Steiner) portano inevitabilmente a paragoni con altre tecniche di coltivazione e a considerazioni che, in molti casi, sono lontane dalla realtà.

"Se si pensa al biodinamico, il primo preconcetto è legato a presunte azioni esoteriche, simili a pratiche di stregoneria portate avanti nei terreni – commenta un produttore biodinamico italiano – Durante un'intervista mi è stato chiesto di mostrare dove sotterro i corni e dove avvengono i riti esoterici. Noi facciamo altro ma questo, però, non fa audience".

In un servizio di Sky Tg24 (vedi), la senatrice a vita Elena Cattaneo ha dichiarato: "Da scienziata, per me l'agricoltura biodinamica è un'agricoltura che segue i dettami del regime biologico, al quale si aggiunge l'esoterismo. Si tratta di pseudo-scienza. E pseudo-scienza non vuol dire quasi scienza, significa falsa scienza". E ancora: "Se il mondo scientifico non riesce a escludere che esista una teiera cinese intorno a Marte, automaticamente questo non significa che quella teiera esista. Chiunque professi che questa esista, deve dimostrarlo".

"In Europa - replica il produttore - diverse Università insegnano la biodinamica e in Svizzera esiste un centro di ricerca pubblico, il Fibl, che ha un campo prova in biodinamico da oltre 20 anni. I terreni biodinamici migliorano nella loro struttura e fertilità ed è proprio compito della scienza indagare il perché. L'evidenza oggettiva in campo esiste, bisogna solo portare gli effetti della biodinamica sotto gli occhi di tutti".

E a cercare di rispondere scientificamente al biodinamico e alle sue potenzialità, c'è anche un ricercatore del CREA, Fabio Tittarelli, coordinatore del progetto GreenResilient, a cui partecipano 12 gruppi di ricerca di 8 paesi (Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Italia, Paesi Bassi, Svezia e Svizzera).

Si metteranno in comparazione i diversi metodi di coltivazione, non solo per capire quanto renda l'agricoltura biodinamica rispetto a quella biologica e convenzionale, ma soprattutto per indagare la biodiversità e quale sia l'impatto sull'ambiente delle pratiche usate.


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