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Il parere di Schiavelli (Unaproa)

Quali linee strategiche per l'ortofrutta italiana?

Nell'assemblea di Unaproa - tenutasi ieri 19 dicembre 2018 a Roma – è stato affrontato il tema delle "Linee strategiche per l'ortofrutta", ed è stata annunciata la collaborazione di Unaproa con l'organizzazione agricola Coldiretti.

"Dopo 17 mesi dall'adozione della nuova Strategia Nazionale 2018-2022, e due incontri in sede ministeriale, è urgente dare attuazione alle diverse opportunità previste a favore del sistema ortofrutticolo organizzato" ha dichiarato Antonio Schiavelli (in foto), presidente Unaproa, durante l'Assemblea dei Soci dell'Unione.

"Il settore ortofrutticolo, tra i più importanti per l'agricoltura e per il paese, ha assoluto bisogno di un Tavolo di lavoro partecipato da meno rappresentanti ma che siano in grado di esprimere una maggiore rappresentanza – ha continuato Schiavelli - esprimendo la preoccupazione che gli obiettivi individuati nella Strategia Nazionale siano vanificati da questo immobilismo".

"Unaproa ha evidenziato le priorità per il nostro settore – che vanno dallo sviluppo e consolidamento del sistema aggregato, alla qualificazione delle OP, all'attuazione di un progetto di internazionalizzazione, alla definizione delle problematiche fitosanitarie, alla realizzazione del catasto frutticolo, all'adozione del sistema di qualità volontario, all'asseveramento dei costi di produzione - prosegue Schiavelli - senza dimenticare l'esigenza dell'innalzamento del livello di aggregazione dal 20 al 35% ai fini dell'AFN e l'attivazione del fondo di mutualizzazione".

"E' necessario - ribadisce Schiavelli - dare seguito ad un patto con il consumatore che sia in grado di sintetizzare il 'valore' del prodotto ortofrutticolo interiorizzando tutti quegli elementi che includono e concretizzano il nostro lavoro: distintività, sostenibilità, biodiversità, tipicità, territorio, tradizione e tecnologie per fare in modo di qualificare il prodotto ortofrutticolo ed elevarlo oltre la riduttiva ottica di prezzo. Il prodotto ortofrutticolo quale bene pubblico e di consumo che dobbiamo far uscire dal colpevole anonimato per renderlo medium consapevole di una storia e di un territorio".

Questi valori fanno parte dell'impegno che la Coldiretti ha da tempo dispiegato e nei quali, senza se e senza ma, l'Unione si ritrova in un "comune sentire - conclude Schiavelli – Due binari paralleli, quello istituzionale e quello di prodotto che pur nella marcata specificità delle loro traiettorie perseguono il fine comune del reddito del produttore, della difesa dell'ambiente, della qualità dei beni alimentari, in sintesi la difesa del made in Italy".

Tutto questo troverà concretizzazione nella sottoscrizione di un protocollo di intesa tra Unaproa e Coldiretti che ne declinerà le attività ed il percorso.


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