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Spagna: i blocchi francesi colpiscono la campagna dei limoni

In Spagna, il Comitato di gestione degli agrumi (CGC) ha richiesto al ministro dei lavori pubblici di semplificare urgentemente le procedure di attraversamento delle frontiere a La Jonquera e Irún, dopo che queste ultime sono state chiuse dalla Guardia Civile a seguito delle proteste dei "Gilet Gialli" francesi. Nella stessa ottica, ha chiesto che il governo francese garantisca il passaggio sicuro per i prodotti deteriorabili, dopo aver ceduto a parte delle richieste dei manifestanti.

I blocchi successivi sono avvenuti nelle ultime settimane, ambedue al confine tra i due paesi e in alcune importanti strade francesi. Proprio nel periodo della festa di San Nicola, durante la quale il consumo di clementine e arance vola in Paesi come Paesi Bassi, Belgio e molte parti della Germania. A seguito delle proteste, le consegne sono arrivate con uno o due giorni di ritardo rispetto a quanto programmato. Inoltre, se nessun accordo finale venisse raggiunto, potrebbe anche essere minacciato il picco della campagna dei limoni, ovvero il periodo di Natale.

Il CGC segnala che l’impatto economico delle proteste sul settore sarà importante, ma potrebbe anche diventare "catastrofico" se nessuna sicurezza è garantita ai trasportatori nelle prossime settimane. Dicembre è solitamente il mese in cui il volume di esportazione è al suo massimo, oscillante tra 620mila e 700mila tonnellate. Queste spedizioni consistano principalmente di clementine Nules e arance Navelina.

Inoltre, i blocchi stradali ritarderanno l’arrivo di partite, che erano destinate a essere consegnate ai mercati d'oltremare. Le spedizioni verso Rotterdam, il più grande porto ortofrutticolo europeo, per consegne in mercati quali Canada, Cina, Stati Uniti e altri Paesi europei non appartenenti all'Ue, come Norvegia, Finlandia e Islanda, potrebbero non arrivare nei tempi previsti. In una situazione del genere, oltre alle perdite dirette degli operatori, anche problemi logistici emergerebbero, in quanto non ci sono posti disponibili per conservare la frutta nel porto.

In termini generali, la situazione non ha ancora portato ad una carenza di scorte della grande distribuzione europea, dove vengono commercializzati tra il 91 e il 93% dei limoni spagnoli, ma le vendite del settore sono chiaramente state colpite, e quel che è peggio, la sua reputazione è stata danneggiata.

Il conflitto non sta solo colpendo i camion che vanno a destinazione, ma anche quelli sulla strada del ritorno, in quanto in ritardo con lo scarico della frutta, non sono in grado di tornare indietro in tempo per caricare la spedizione successiva. Rispetto all'offerta di frutta più economica di altri Paesi, con costi di produzione molto più bassi, la Spagna è in grado di approfittare della sua prossimità geografica ai clienti.

Il CGC ha anche ricordato che la situazione quest'anno è già stata complicata. Le piogge hanno ridotto il numero di giorni in cui era possibile raccogliere. Inoltre c'è stato un ritardo generale nella maturazione delle prime clementine e arance, che ha causato l'inizio della campagna con due-tre settimane di ritardo.


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