Nasce a Torino il Coordinamento Gilet Gialli Italia

Lo scrivevamo qualche giorno fa: in Italia il costo del gasolio è superiore ai livelli francesi da tempo, ma nessuno protesta (cfr. FreshPlaza del 22/11/2018). Ieri (si legga 26 novembre 2018, ndr) è però salita agli onori delle cronache la notizia che a Torino è nato il Coordinamento nazionale Gilet Gialli Italia. Ambulanti, commercianti e sindacati sono già al lavoro per portare la protesta, nata in Francia, pure nel nostro Paese.

"Facciamo capire alla politica che gli Italiani non ne possono più. Oltre al carburante, abbiamo anche i pedaggi autostradali più cari d'Europa - si legge sulla pagina Facebook del Coordinamento Nazionale Gilet Gialli Italia - Facciamo partire la prima protesta dei gilet gialli in Italia.
Non paghiamo più le autostrade, se i pedaggi non calano di prezzo".

Alcuni commenti non hanno lasciato spazio a molta interpretazione. Come il seguente: "Adesso che hanno iniziato in Francia, ci mettiamo a ruota... peccato poi finisca sempre in un niente di fatto".

Lo sarà anche stavolta? Nel frattempo, dal Coordinamento fanno sapere: "A breve organizzeremo un'assemblea nazionale del Coordinamento Gilet Gialli e in quella occasione ci organizzeremo per far nascere i Coordinamenti Gilet Gialli in ogni Regione. Fino all'assemblea non verrà riconosciuto ufficialmente nessun gruppo. Parliamo, ci conosciamo e poi decidiamo tutti assieme le prossime mosse da portare avanti".

Aggiornamento dalla Francia
Dopo un weekend frenetico e oltre una settimana di dimostrazioni, il movimento francese Gilets Jaunes (i gilet gialli) continua il suo operato, nonostante le perdite significative registrate dai commercianti.

L'azienda di import-export Frutas Ponche France ha sede a Perpignan. Secondo Charles Farran, il movimento dei gilet gialli ostacola notevolmente il commercio. Le persone hanno soprattutto paura che i trasporti vengano bloccati permanentemente. Per il momento, non c'è un vero blocco; piuttosto un "filtraggio".

"Il movimento ritarda enormemente le partenze. Si teme che i beni non arrivino. Gli esportatori spagnoli, ad esempio, si fanno molte domande prima di caricare" ha affermato Charles che tuttavia sottolinea come al momento non ci siano molti prodotti spagnoli sul mercato francese, perché è piovuto molto in Spagna.

Secondo Charles, non ci sono ancora perdite significative, ma i prodotti stanno iniziando a esaurirsi. "C'è poca offerta, mentre la domanda è stabile".

Durante il fine settimana, molti supermercati sono stati alla mercé dei manifestanti. Molti sono stati addirittura costretti a chiudere prima, come a Saint-Étienne-lès-Remiremont. Il direttore del centro commerciale Leclerc si è scontrato con alcuni dei manifestanti che bloccavano l'accesso, secondo quanto riportato da Vosges Matin.

A causa del movimento dei gilet gialli, i grandi marchi stanno registrando enormi perdite. Per i rivenditori di generi alimentari, le perdite non sono chiaramente recuperabili e causano sprechi alimentari. France Info riporta che a Châteaurenard (Bouches-du-Rhône), il Marché d’Intérêt National non è in grado di effettuare consegne. Di conseguenza, i frigoriferi traboccano e le merci stanno deperendo molto rapidamente. Le verdure stagionali non possono essere consegnate ai loro destinatari.

A Reunion, il movimento dei gilet gialli ha riferito un'intensificazione dei blocchi ai supermercati.


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