Sul limone siciliano incombe la concorrenza spagnola

La stagione dei limoni siciliani è cominciata da qualche settimana e, da subito, si è scontrata con l'ingombrante presenza della concorrenza spagnola sui mercati europei.

"Quest'anno stiamo fronteggiando grosse difficoltà con il colosso spagnolo che, da subito, a ottobre, ha riempito i mercati europei di prodotto a bassissimo prezzo". A dirlo e Salvatore Magliocco, esperto dell'agrobusiness agrumicolo siciliano.

Salvatore Magliocco

"In questi giorni, il limone spagnolo ha raggiunto un prezzo di circa € 0,80 al grossista acquirente - spiega meglio l'esperto - ovviamente già lavorato e consegnato sul mercato. Dall'altra parte ci siamo noi, e il prezzo di € 0,80 è quanto ci richiedono i produttori in campagna. Da qui si capisce che non siamo concorrenziali e che possiamo competere solo sulla qualità".

"Un'altra grossa criticità è costituita dal fattore climatico - continua Magliocco - Intense piogge hanno infatti caratterizzato quest'autunno 2018, con successive conseguenze sul prodotto. Abbiamo infatti riscontrato casi di marciume sul limone. I trattamenti in campo, in questi casi, sono a base di rame, con effetto fungicida; naturalmente parliamo di prodotto biologico".

"Per quanto riguarda le rese, diversi nostri soci stanno entrando nel terzo anno di produzione, quindi hanno cominciato a conferire prodotto dai nuovi agrumeti di varietà femminello siracusano 2kr. Siamo riusciti a raccogliere anche una buona percentuale dei frutti pendenti in questi agrumeti, poiché parliamo di una varietà molto precoce e la qualità è identica al femminello siracusano comune, poiché si parla di un clone di quest'ultimo".

"Il segmento del biologico risulta in crescita, particolarmente all'estero, in Europa centrale - prosegue il manager - dove sta per coincidere con la percentuale di consumo del limone convenzionale; anche in Italia la richiesta del prodotto biologico aumenta al Meridione, anche se più lentamente rispetto al Nord. Abbiamo inoltre riscontrato un forte interesse in Germania per l'agricoltura biodinamica, certificata Demeter. In tal senso, stiamo provvedendo a convertire le colture, certificando alcuni agrumeti dei nostri soci più rappresentativi".

"Sul piano della commercializzazione - riferisce Magliocco - confermiamo la collaborazione con i nostri vecchi clienti e, contemporaneamente, intraprendiamo nuove collaborazioni con qualche supermercato austriaco e tedesco. A mio parere, per aumentare l'export, la produzione siciliana dovrebbe puntare sulla promozione del proprio prodotto e sulla comunicazione rispetto alle qualità organolettiche del nostro limone, che sono di primissima qualità. Non possiamo infatti impostare una politica di marketing sulla base del mero prezzo, poiché non riusciamo a essere concorrenziali. Apprezziamo molto infatti le attività del Consorzio di Tutela del Limone di Siracusa IGP, che promuove il nostro agrume sia in Italia che in Europa, grazie alla continua presenza alle fiere e sui media".

"La sfida fondamentale - conclude l'agronomo - è quella di informare il consumatore finale che il nostro prodotto è sinonimo di qualità e sicurezza alimentare. Il prodotto italiano è naturale, BIO e non cerato. Da tempo abbiamo puntato sulla salubrità del prodotto, certificandolo. Oltremare, le pratiche di coltivazione sono molto molto diverse dalle nostre".


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