Come è cambiata la legge con il Job Act. Con la diffida si puo' avere il minimo della sanzione

Lavoro nero: fino a 36mila euro di multa per ogni operaio

Quando un datore di lavoro, sia esso una persona fisica o giuridica, si avvale delle prestazioni di un lavoratore senza contratto, senza garanzie e coperture previdenziali, ecco che siamo di fronte al cosiddetto "lavoro nero".

L'ordinamento prevede penalità di rilievo per chi pone in essere tale condotta. E' prevista, infatti, la maxisanzione. La sua disciplina è stata modificata dal Jobs act. Chiediamo chiarimenti in proposito all'avvocato Gualtiero Roveda referente di Fruitimprese, esperto in materia.

FreshPlaza (FP): Chi può definirsi lavoratore in nero?
Gualtero Roveda (GR): Può essere considerato tale il prestatore di lavoro per il quale non vi sia stata la preventiva comunicazione del rapporto di lavoro.

FP: Quali sono le sanzioni per il datore di lavoro?
GR: E' previsto un impianto sanzionatorio a scaglioni, a seconda della durata della violazione commessa:
  • sino a 30 giorni in nero (per ogni lavoratore): sanzione da 1.500 euro a 9.000 euro;
  • da 31 a 60 giorni in nero (per ogni lavoratore): sanzione da 3.000 euro a 18.000 euro;
  • oltre 60 giorni in nero (per ogni lavoratore): sanzione da 6.000 euro ad 36.000 euro.
Le sanzioni sono maggiorate del 20% in caso di impiego di lavoratori stranieri non in regola con il permesso di soggiorno e di minori in età non lavorativa. Se il personale irregolare supera del 20% quello totale, inoltre, può anche essere sospesa l'attività imprenditoriale. E', però, applicabile la procedura della diffida. Ciò consente al datore di lavoro di regolarizzare tempestivamente le violazioni accertate e di essere ammesso al pagamento della sanzione ridottissima pari al minimo della sanzione prevista per ciascuna fascia di irregolarità.

FP: Il lavoratore non rischia nulla se lavora in nero?
GR: No, al contrario, ha il vantaggio di vedere regolarizzata la propria posizione lavorativa.


Foto d'archivio

FP: Neanche se ha percepito, durante l'occupazione in nero, l'indennità di disoccupazione?
GR: In questo caso la situazione cambia parecchio. Se il lavoratore percepisce l'indennità di disoccupazione, cassa integrazione o un altro sussidio sociale basato sulla falsa dichiarazione dello stato di disoccupazione può incorrere in conseguenze penali ed economiche di rilievo. Può, infatti, rischiare di essere chiamato a rispondere del reato di "Falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico" ex art. 483 del codice penale e di quello di "Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato" di cui all'art. 316ter.

Tuttavia, se la somma indebitamente ricevuta è pari o inferiore ad 3.999,96 euro si applica solo la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da un minimo di 5.164 euro ad un massimo di 25.822 euro.

La sanzione non può comunque superare il triplo del beneficio conseguito. Si deve, però, tener conto che oltre alle sanzioni penali e amministrative, il lavoratore decadrà dai benefici in materia di ammortizzatori sociali e che l'Istituto previdenziale avrà diritto alla restituzione degli indebiti e al risarcimento del danno.

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