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Le gelate limiteranno le vendite dei frutti di Anecoop fino al termine di gennaio

Spagna: i kaki continueranno a essere redditizi se si procede nel modo giusto

Anecoop produce e commercializza il 40% circa della produzione totale di kaki della Spagna, cioè intorno a 150mila tonnellate delle 350mila circa prodotte nel Paese. Quest'anno, tuttavia, come gli altri operatori del settore, la cooperativa finirà con il vendere meno del previsto a causa delle recenti gelate (cfr. FreshPlaza del 07/12/2017). E questo dopo che si era già prevista una riduzione del raccolto causata dall'impatto del caldo eccessivo registrato in estate, secondo quanto ha spiegato Miguel Abril, direttore commerciale di Anecoop.



"Per due notti di fila le zone di produzione di kaki a Valencia sono state esposte a temperature sotto lo 0 °C. I frutti sono molto sensibili al freddo, a maggior ragione in questo periodo, dato che le foglie sono già cadute e il kaki è più esposto. Delle quantità ancora da raccogliere (circa il 25%), non riusciremo a portare quasi niente sul mercato. Normalmente cominciamo a stoccare le produzioni nelle celle da novembre e quest'anno il nostro obiettivo era di commercializzare il frutto fino a metà febbraio. Viste le circostanze, però, non saremo in grado di portare a compimento il nostro programma di 5 mesi, ma cercheremo di continuare fino alla fine di gennaio, anche se logicamente si tratta di volumi minori. Questa riduzione nell'offerta dovrebbe fare aumentare i prezzi".

Prima delle gelate si erano già incontrate alcune difficoltà con la commercializzazione dei frutti in questa stagione, dal momento che la produzione era abbondante, con molti calibri grandi nella prima parte della campagna. "La raccolta è cominciata prima del previsto a causa del caldo eccessivo in estate, ma il problema si è risolto dopo poche settimane grazie alla concentrazione della fornitura, che assicura più potere di contrattazione e una capacità maggiore di risolvere crisi come questa".

L'Europa ha ancora molto potenziale di crescita in materia di consumo di kaki
L'80% delle vendite Anecoop viene portato avanti attraverso programmi con i supermercati, principalmente in Spagna e nel resto d'Europa, con la Germania in testa e la Francia al secondo posto. Al di fuori dell'Europa si stanno aprendo mercati in Medio Oriente, Asia, Nord e Sud America per compensare la perdita del mercato russo, i cui confini sono chiusi da oltre 3 anni.



"Vogliamo crescere in paesi terzi, anche se notiamo che c'è ancora molto potenziale in Europa, dato che una grande parte dei consumatori ancora non conosce questo prodotto - ha continuato Abril - Per affrontare questa situazione stiamo già organizzando grandi azioni promozionali in collaborazione con il Consiglio regolatore del Kaki de la Ribera del Xúquer. La formula cambia a seconda del paese, con spot pubblicitari in otto canali televisivi in Francia o cartelloni pubblicitari distribuiti in tutta la Spagna, per citare qualche esempio".

Inoltre, Abril ritiene che l'estensione del calendario di commercializzazione del kaki sia ugualmente fondamentale per assicurarsi che il consumo continui a crescere e per evitare che il mercato raggiunga la saturazione in determinati momenti, dal momento che è previsto l'arrivo di grandi produzioni.

I kaki non saranno consumati per tutto l'anno
"Potremmo umilmente dire che Anecoop è all'avanguardia in materia di conoscenze tecniche su questo prodotto e il mantenimento di standard qualitativi elevati è essenziale per evitare la delusione nei consumatori e per dare una spinta alla richiesta. Da quando abbiamo deciso di scommettere su questo frutto (grazie al controllo dell'astringenza nel 1997), abbiamo fatto dei progressi in termini sia di coltivazione sia di raccolta per estendere la campagna il più possibile. Abbiamo una squadra di tecnici che si è recata in paesi come la Corea del Sud. Non è un compito facile quando si ha solo una varietà, cioè la Rojo Brillante, e anche se continuiamo a cercare nuove varietà e abbiamo condotto molti test, non siamo riusciti a trovare niente che si avvicini alle caratteristiche della Rojo Brillante".



"Motivati dal successo del kaki Rojo Brillante a Valencia, la coltura è stata piantata in altre zone della Spagna, come Castellon o Huelva, anche se i risultati non sono stati un successo come previsto. Al di fuori della Spagna i kaki sono stati piantati anche in paesi come Sudafrica, Italia, Portogallo e persino Perù. Non penso che i frutti arriveranno a essere consumati per tutto l'anno, dato che, soprattutto in Europa, a partire da metà primavera la presenza e la richiesta di frutti estivi aumenta e le grandi catene di distribuzione si concentrano su questi prodotti".

Il kaki resterà un prodotto redditizio
La produzione di kaki è in aumento in Spagna, e anche se l'espansione della superficie coltivata si è arrestata, la produzione dovrebbe raddoppiare entro il 2020/21, raggiungendo 700mila ton, dato che le piantagioni più giovani per quel momento saranno completamente produttive. Secondo Abril, "i kaki sono andati a sostituire prevalentemente le arance a Valencia, con costi di produzione e un andamento molto simili. E' vero che mentre l'offerta cresce, i margini di profitto si riducono rispetto agli anni precedenti, ma resta comunque un prodotto redditizio".



Sebbene ci sia ancora molta produzione in arrivo, molti dei coltivatori non professionisti, che sono stati attratti dai prezzi elevati corrisposti qualche anno fa, hanno già rinunciato. Il consumo medio in Europa ammonta a circa 500 grammi pro capite all'anno - ha concluso Abril - perciò i kaki possono contare su un futuro luminoso se continuiamo a procedere nel modo giusto".

Testo e traduzione FreshPlaza. Tutti i diritti riservati.

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