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Educazione alla salute e qualita' dei prodotti per Lo Sceriffo del Campo

Lancio ufficiale, lo scorso 6 dicembre a Lamezia Terme (CZ), del progetto Lo Sceriffo del Campo, inteso a certificare le regole del campo avviando un processo di disciplinare produttivo ma soprattutto di informazione diffusa, tramite iniziative educative sulla salute.

L'iniziativa, patrocinata dalla Azienda sanitaria provinciale (ASP) di Catanzaro, è stata fortemente voluta dal presidente dell'associazione Lo Sceriffo del Campo, Battista Muraca (al centro, nella foto sotto), il quale ha ribadito che l'obiettivo è quello di entrare nelle scuole, per far comprendere ed educare i giovani in merito all'importanza del consumo di frutta e verdura.



Ricordiamo che lo scorso 19 ottobre 2017, l'imprenditore calabrese aveva portato a Bruxelles la sua nuova idea, con tanto di logo registrato (cfr. FreshPlaza del 25/10/2017). Battista sottolinea che, all'interno del progetto, è prevista la presenza nelle scuole: per sensibilizzare non solo i bambini, ma le famiglie intere. Fino a coinvolgere la categoria degli operatori sanitari.

Nel corso dell'evento, Giuseppe Perri, direttore generale dell'ASP, ha dichiarato: "Ritengo che il nostro obiettivo di garantire la salute dei cittadini si sposi pienamente con il progetto dello Sceriffo del Campo. E' inoltre in linea con tutti i programmi di prevenzione e promozione sulla salute che stiamo attuando. Per l'ASP, inoltre, ha relazionato Giuseppe Furgiuele del Dipartimento Prevenzione, rendendo noti dati allarmanti: a causa della cattiva alimentazione - che non si basa solo su ciò che si mangia ma anche su uno stile di vita non corretto - in Calabria il 33% degli adulti tra i 18 e i 69 anni risulta sovrappeso, l'11% obeso.



Silvio Greco, docente di controllo delle produzioni agroalimentari all'Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo (Cuneo), ha aggiunto: "In Calabria bisogna favorire la qualità. Questo significa evitare le scorciatoie e non acquistare semilavorati provenienti, per esempio, dalla Turchia facendoli diventare calabresi. La Calabria offre prodotti di eccellenza; però in giro si trovano solo referenze di scarsa qualità. Il prodotto calabrese non viene, perciò, identificato per la qualità eccellente ma per ilpressapochismo con cui si commercializzano i prodotti. Iniziative come quella de Lo Sceriffo del Campo stimolano questa comunicazione".

"Per i piccoli produttori calabresi - ha continuato Greco - l'unica strada è la qualità. Non possono competere con i grandi gruppi dell'agroalimentare nazionale, perché non hanno terreni e spesso neanche le strutture adeguate alla trasformazione dei prodotti".



Se il presidente di Coldiretti Calabria, Pietro Molinaro, ha ribadito che bisogna puntare soprattutto sui prodotti a km zero, il maestro orafo Gerardo Sacco ha definito il progetto di Muraca "un'altra eccellenza calabrese". Il progetto è inoltre appoggiato da Legambiente e, secondo Renata Rogo, direttore agrario responsabile controllo qualità e filiere del progetto Laiq Legambiente, la qualità della vita dipende anche da quella dell'ambiente.

Tra le prime ad aderire al progetto Lo Sceriffo del Campo, due aziende lametine e una emiliano-romagnola: quella di Salvatore La Chimea di Lamezia per quanto riguarda le fragole, quella di Michele Ruggiero di Campora San Giovanni per quanto concerne la Cipolla di Tropea IGP e l'azienda di Giulio Romagnoli per le patate.

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