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Incontri divulgativi sull’Aromia bungii, pericoloso insetto parassita delle drupacee

Lo scorso 15 novembre 2017, il Servizio Territoriale Provinciale di Napoli della Regione Campania ha organizzato a Giugliano un incontro–seminario, che ha visto la partecipazione di un centinaio tra tecnici del settore, frutticoltori, rappresentanti delle organizzazioni professionali e liberi professionisti iscritti all'ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della provincia di Napoli.

La tematica dibattuta presso la biblioteca comunale di Giugliano è stata relativa a un insetto non molto conosciuto ma che non lascia scampo di salvezza negli areali coltivati a drupacee, qualora si presenti: si tratta del'Aromia Bungii.



Il dott. Ucciero, ispettore fitosanitario della provincia di Napoli, ha presentato il "cerambicide dal collo rosso", così soprannominato per la fascia scarlatta dorsale. Interessante il percorso riprodotto su una mappa virtuale dello xilofago rinvenuto nel lontano 2012 nell'area nord di Napoli, ma che è arrivato oggi fino ai territori vesuviani.


L'incontro di Giugliano

L'ampia disamina sul livello di pericolosità, per il potenziale di frutteti di pesco e ciliegio ha trovato un vivo interesse, anche per le conoscenze sulle misure di contenimento. Infatti, il monitoraggio degli adulti non è risolutivo nelle strategie di difesa, anche perché le trappole per il monitoraggio non sono ancora ben sperimentate. Il controllo visivo sull'eventuale presenza di gallerie ellittiche o di residui espulsi a seguito del rodimento della pianta, che avviene nelle ore notturne, sono la vera "cartina di tornasole" circa la presenza del cerambicide.

L'incontro è terminato con l'intervento di Carmine Lanaro, massimo esperto di controllo biologico negli areali ortivi. Lanaro ha ben esposto quali ausiliari hanno contenuto, quest'anno, i terribili tripidi e acari sulla fragola, specie importante in un territorio, come quello locale, che conta oltre 200 ettari investiti. Inoltre, per colture quali pomodoro e zucchino ha dimostrato ottime performance di utilizzo di insetti utili, congiuntamente alla lotta integrata con prodotti fitoiatrici a basso impatto ambientale.

Dopo meno di una settimana dopo, martedì 21 novembre 2017, stesso argomento, Aromia Bungii, ma altra location: Somma Vesuviana, presso la sala consiliare del comune. Motivo della scelta dell'areale alle falde del monte Somma, nel parco nazionale del Vesuvio, è semplicemente il fatto che il pericoloso insetto si è spinto fin qui.


Il prof. Garonna nell'incontro di Somma Vesuviana

L'incontro ha avuto ampia risonanza, anche grazie alla brillante esposizione del prof. Antonio Garonna dell'Università di Portici, il quale ha dettagliatamente rilevato quali sono ad oggi le evidenze scientifiche per la sospetta presenza dell'insetto: i primi segni, alla base dei tronchi, degli scarti del rodimento del legno da parte delle larve costituiscono un'allerta. Il docente ha continuato indicando le altre specie sulle quali il cerambicide orienta le sue "attenzioni": oltre le drupacee, l'olivo e il melograno.


Scarti del rodimento espulsi alla base del tronco

Il professore ha fornito ulteriori dati, asserendo che ci sono nuove sperimentazioni in atto: della cattura massale ai bioinsetticidi di Beauveria e Steinernema. Inoltre, nella culla delle pregiate "crisommole", le albicocche Vesuviane (a marchio IGP-Indicazione Geografica Protetta), il professor Garonna ha indicato solo due presidi fitoiatrici ammessi per il contrasto ad l'A. bungii: Deltametrina e Thiacloprid.



Data di pubblicazione:



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