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Se ne possono ricavare bioimballaggi, plastiche ecologiche e materiali per l’edilizia

Il fungo re dei materiali ecosostenibili

Chi l'avrebbe detto che dai gambi riciclati dei funghi si potessero ricavare addirittura le plastiche per i cruscotti delle auto? Eppure è così: il fungo coltivato è il re dei materiali ecosostenibili. In edilizia può sostituire il polistirolo per gli isolamenti termo-acustici, oppure legni compositi per realizzare pavimenti o altri tipi di pannelli e strutture. Nell'oggettistica si può utilizzare al posto di plastica, gomme, carta, pellami. La base di tutto è un biopolimero, il micelio, formato da filamenti che costituiscono l'apparato radicale.

Attualmente i maggiori produttori di funghi a livello europeo sono Polonia (primo esportatore verso paesi terzi) e Olanda, entrambe con una produzione di 270mila tonnellate annue (dati 2016 e previsionali 2017), seguita da Spagna (111mila), Francia (95mila) e Germania (70mila). Con 68mila tonnellate l'Italia mantiene la quinta posizione e soprattutto la qualità. A livello nazionale è il Veneto a detenere il ruolo di regione leader, dato che assomma il 70 % della produzione.
Inoltre molte fungaie stanno cambiando il modello operativo e si stanno organizzando con riferimenti certificativi ed organizzativi tali da non temere concorrenze straniere. Ed è sempre più importante in termini di cifre la richiesta di prodotto nazionale, parallelamente al trend crescente per quanto riguarda le esportazioni intra-europee.

 

"I funghi crescono su materiali organici contenenti cellulosa, come letame, paglia, sfalci, segatura – spiega il segretario dell'Associazione Italiana Fungicoltori Andrea Prando - un mix composito riutilizzabile al 100 %, con indubbi vantaggi economici e ambientali. Infatti la ricerca sui materiali sta studiando da anni le caratteristiche dei funghi e i vantaggi offerti da questi organismi viventi con l'obbiettivo di incentivare la diffusione di un'industria a rifiuto zero".

Nella stessa direzione va il progetto CoCaL condotto dall'Università di Padova Dipartimento di Agronomia, Animali, Alimenti, Risorse Naturali e Ambiente Dafnae in collaborazione con O.P. Fungamico, O.P. Consorzio Funghi di Treviso e la Coop Funghi Valbrenta. Partendo dalla constatazione che lo sfruttamento eccessivo del terreno, dovuto essenzialmente dall'intensificazione delle colture, ne sta causando un importante impoverimento, lo studio ha verificato i risultati della concimazione con substrato di fungaia per il mantenimento del carbonio nei suoli agrari.



Alla luce dell'utilità di un'agricoltura di tipo conservativo, nella quale privilegiare concimi organici rispetto a quelli chimici, l'obiettivo era di migliorare la fertilità aumentando il contenuto di carbonio e riducendo le emissioni di CO2 utilizzando su rotazioni orticole il "Substrato Spento di Fungaia", risultato dalla fine del ciclo di coltivazione dei funghi. La sperimentazione ha coinvolto 14 aziende dislocate in Veneto e i tipi di substrato sottoposti alle analisi erano di 4 tipologie: paglia e pollina; pollina e letame; paglia, pollina e letame; sola paglia.

Le colture orticole prescelte erano invece lattuga, porro e pomodoro da industria.
Al termine delle prove sperimentali è risultato che le differenze fra le tre diverse tipologie di substrato non erano marcate, facendone ipotizzare l'utilizzo senza distinzione. I risultati hanno evidenziato che il substrato spento di fungaia può essere una valida alternativa alla concimazione minerale, specialmente per le colture che hanno un ciclo di coltivazione lungo. Tra gli aspetti positivi salienti, inoltre, c'è l'incremento della percentuale di sostanza organica del suolo, che può essere applicato in terreni poveri o molto sfruttati.

"Dopo un iter caratterizzato da non poche lungaggini – annuncia Prando – stiamo attendendo dal Ministero delle Politiche Agricole l'inserimento del compost esausto da fungicoltura nel dl 75 del 2010, dopodiché sarà possibile utilizzarlo come fertilizzante, per la soddisfazione dei fungicoltori che caldeggiano da tempo la sostenibilità della loro produzione".

Data di pubblicazione:



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