Quasi il 90% dei pomodori in Australia viene rifiutato e non commercializzato per colpa dell'aspetto. Uno spreco alimentare molto importante, evidenziato da Tara McKenzie, scienziata ambientale dell'Università della Costa del Sole. Nella catena di approvvigionamento, secondo quanto riportato, i pomodori commestibili, ma considerati troppo piccoli, troppo grossi o con qualche ammaccatura sono stati rifiutati perché non rispettavano i canoni standard del mercato. Una decisione che ogni anno costa all'economia australiana circa 20 miliardi di dollari all'anno.

La scienziata ha preso come casi d'esame un'azienda agricola a Bundaberg che aveva due catene di distribuzione diverse che fornivano pomodori al mercato di Bundaberg e Brisbane. Si è scoperto che tra il 70 e l'84% dei pomodori non sono stati venduti.

Come se questo non fosse già abbastanza grave, secondo un'analisi pubblicata nella rivista Horticulturae dalla dott.ssa Lila Singh-Peterson, mentre i supermercati erano in parte responsabili della richiesta di prodotti troppo perfetti, allo stesso tempo sembra che queste siano le richieste e le aspettative dei consumatori, ormai abituati a frutta e verdura perfette senza ammaccature e delle dimensioni "standard".

Senza parlare del prezzo che deve essere sempre più basso, nonostante il lavoro nella catena alimentare sia tanto e gli sprechi non aiutino. Gli agricoltori si sentono così "abbandonati a loro stessi" mentre le pressioni del mercato diventerebbero ogni giorno più schiaccianti.