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Renzo Piraccini di Macfrut ha visitato anche alcuni supermercati della Gdo

Cile: alla scoperta del mercato all'ingrosso di Lo Vallador

In un paese stretto, ma lungo oltre 4000 chilometri, la logistica dell'ortofrutta risulta essere una sfida, più che un lavoro. Eppure il Cile è riuscito a non subire l'inclemenza del suo territorio e a imporsi anche come esportatore di frutta di altissima qualità.



In occasione del tour di presentazione del Macfrut 2018 in Perù e Cile, il presidente Renzo Piraccini ha avuto modo di visitare il mercato all'ingrosso di Santiago del Cile e alcuni punti vendita della GDO. Lo abbiamo contattato per farci raccontare quel che sta vendendo.


Camion che partono per mercati periferici minori.

"Il mercato all'ingrosso di Santiago - dice Piraccini - si chiama Lo Vallador. Occupa una superficie di 80 ettari, vi lavorano circa 1000 operatori e tratta annualmente circa 2 milioni di tonnellate di prodotti ortofrutticoli".



Circa il 20% degli operatori vende sia l'ingrosso che il dettaglio. Alcuni sono grossisti veri e propri, altri sono produttori o cooperative che vendono direttamente la loro merce.



I compratori sono: i mercati regionali del Cile, che è lungo più di 4000 km; i mercati rionali della città di Santiago, dov'è questa tipologia di vendita della ortofrutta è molto diffusa; il canale Horeca. Circa il 60% della produzione ortofrutticola del Cile passa per Lo Vallador.


Renzo Piraccini, a sinistra, con Dino Alvares di Ice e un referente del Mercato.

"Quello che colpisce - dice Piraccini - è che non c'è nessun collegamento tra le imprese esportatrici cilene - che operano con standard qualitativi altissimi e strutture moderne - con questo mercato che sembra appartenere più ad un Paese in via di sviluppo che non a una nazione evoluta come il Cile. Al mercato generale destinano solo la merce di seconda categoria o i carichi rifiutati all'export".



Il mercato è aperto dalle 10 di sera fino alle 5 del pomeriggio per 6 giorni la settimana. La domenica è chiuso per pulizia. Al mercato arriva merce da Arica, zona tropicale ai confini con il Perù che dista 2500 km da Santiago e da Puerto Mont che è 1000 km al sud.



L'80% del prodotto trattato è di origine cilena. L'import riguarda soprattutto banane, ananas e mango, di provenienza Brasile, Colombia, Perù ed Ecuador. Importano anche aglio dalla Cina, mele e pesche dagli USA in controstagione. Dall'Italia non arriva kiwi (unica specie che può essere esportata in Cile).



Molti lavoratori del mercato sono di origine haitiana. Rispetto alla immigrazione tradizionale da Perù ed Ecuador, negli ultimi anni si è aggiunta quella proveniente da Haiti, che sta provocando molte tensioni sociali.



"Sembra un altro mondo - conclude Piraccini - quello della moderna distribuzione, spesso di altissima qualità, come il supermercato Jumbo che abbiamo visitato. Grande qualità, prodotti di importazione e tanto servizio. Sembra di essere in Europa o negli USA. E questa catena, come molte altre, in controstagione importa kiwi italiano".


Renzo Piraccini, a sinistra, con i responsabili del settore ortofrutta e prodotti freschi della catena Jumbo.

Il supermercato fa parte del gruppo cileno Cencosud, che ha più di 1000 punti vendita in tutto il sud America, di cui 250 in Cile.



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