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Gli effetti nutraceutici del kiwi nella riduzione del sanguinamento gengivale

L'assunzione di due kiwi al giorno ha un preciso effetto nutraceutico sui parametri parodontali e sistemici prima del trattamento parodontale non chirurgico. Sono queste le conclusioni di uno studio randomizzato condotto da Filippo Graziani, Nicola Discepoli, Stefano Gennai, Dimitra Karapetsa, Marco Nisi, Lea Bianchi e Mario Gabriele dell'Università di Pisa insieme a Martijn Rosema e Ubele Van der Velden dell'Acta di Amsterdam. Al lavoro scientifico è stato assegnato il premio H.M. Goldman in occasione dell'ultimo congresso internazionale della Società italiana di parodontologia e implantologia (Sidp).

I ricercatori hanno suddiviso in maniera casuale i soggetti inclusi nello studio in due gruppi, in base al consumo o meno di due kiwi al giorno. Nei primi due mesi non è stato effettuato nessun trattamento parodontale in entrambi i gruppi. Successivamente, è stata eseguita una sessione di terapia parodontale non chirurgica su tutti i soggetti, con rivalutazione a tre mesi.

Per la valutazione dei risultati, sono stati raccolti i prelievi ematici per il profilo lipidico, la proteina C-reattiva e i segni vitali al baseline e dopo due e cinque mesi dall'arruolamento.

"In questa ricerca, sperimentata su due gruppi di pazienti, si è evidenziato un possibile ruolo dell'assunzione giornaliera di due kiwi nelle condizioni di salute parodontale", spiega il professor Filippo Graziani, primo autore dello studio e docente del dipartimento di patologia chirurgica, medica, molecolare e dell'area critica e del Centro interdipartimentale di ricerca "Nutraceutica e alimentazione per la salute" dell'Università di Pisa.

"Questa abitudine – continua il professor Graziani – ha infatti determinato una riduzione significativa, seppur lieve, del sanguinamento gengivale nei primi due mesi rispetto ai pazienti che non assumevano i kiwi, continuando così le loro abitudini alimentari consuete. E' un dato importante in quanto costituisce uno dei primi esempi di applicazioni nutraceutiche al campo dell'odontoiatria in generale e a quello della parodontologia in particolare".

Secondo i risultati esposti al congresso Sidp, infatti, i due gruppi di pazienti erano comparabili al baseline mentre dopo due mesi il sanguinamento al sondaggio si era già ridotto lievemente ma in modo significativo nel gruppo kiwi. Il consumo di kiwi è stato associato anche a valori più bassi di placca e perdita di attacco. Tuttavia, dopo la terapia parodontale non chirurgica, entrambi i gruppi hanno tratto significativi benefici clinici senza mostrare alcuna differenza fra i due gruppi. I ricercatori infatti precisano che l'effetto benefico del kiwi è stato riscontrato nella fase di pretrattamento parodontale: "L'intervento da parte di noi odontoiatri è comunque fondamentale per controllare la parodontite. L'assunzione di kiwi aiuta a ridurre l'infiammazione e il distacco di gengive e denti, ma i trattamenti di decontaminazione sono assolutamente necessari per contrastare l'avanzamento della malattia. Questo è un dato preliminare e saranno necessari ulteriori studi per comprendere il valore nutraceutico di alcuni nutrienti nella terapia della parodontite".

Data di pubblicazione:



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