Dal nuovo rapporto dell'Osservatorio nazionale sulla cooperazione agricola italiana, il Sud non esce bene eccetto la Puglia e in particolar modo la provincia di Foggia, che fa registrare segnali di risveglio interessanti in particolare sull'export ortofrutticolo, con qualche rammarico.

L'osservatorio, istituito dal ministero delle Politiche agroalimentari e forestali e sostenuto dalle quattro organizzazioni di rappresentanza delle cooperative dell'agroalimentare (Agci-Agrital, Fedagri Confcooperative, Legacoop Agroalimentare ed Unicoop), è stato illustrato dal presidente nazionale di Fedagri, il foggiano Giorgio Mercuri, che la Gazzetta del Mezzogiorno ha contattato per interpretare in chiave pugliese e foggiana quei dati che vedono il mondo delle imprese cooperative dell'agroalimentare equamente divise fra Nord e Sud (50% a testa), ma con un evidente divario nel fatturato (70% al Nord) che la dice lunga sulla strada che c'è ancora da fare.

In questo scenario Foggia e la Capitanata si muovono "benino", almeno sul fronte dell'export ortofrutticolo: "La crescita delle nostre imprese in questo settore - dice Mercuri - è identica a quella del Nord, con un fatturato medio aumentato del 3,8%. Questo è il risultato della politica che un po' tutte le aziende foggiane stanno attuando di orientare il proprio mercato verso l'estero cercando di conquistare quote sempre più significative. La Puglia - aggiunge il presidente delle cooperative dell'agroalimentare italiane - rispetto a tutte le altre regioni presenta un fatturato di segno positivo, stiamo parlando della regione più dinamica sull'agroalimentare nel Mezzogiorno. E' chiaro che abbiamo potenzialità enormi e che non riusciamo ancora a sfruttare a dovere".

Clicca qui per leggere di più su www.lagazzettadelmezzogiorno.it.